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antipoliomielìtico

agg. (pl. m. -ci) [da anti-2+poliomielite]. Denominazione del vaccino (abbreviato nell'uso in antipolio) che combatte la poliomielite.Esistono due tipi di vaccino antipoliomielitico, entrambi efficaci nel prevenire la malattia: il vaccino OPV (cioè vaccino antipoliomielitico orale vivo attenuato, detto anche vaccino di Sabin, somministrato per bocca) e il vaccino IPV (vaccino antipoliomielitico inattivato o ucciso, di Salk, somministrato mediante iniezione intramuscolo).Il ciclo di base è costituito da tre dosi di vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino contemporaneamente alle altre vaccinazioni infantili; una quarta dose di richiamo viene praticata nel terzo anno.Il vaccino OPV Sabin può causare, in una bassissima percentuale di casi, episodi di "paralisi associata a vaccinazione", soprattutto dopo la prima dose. Dal 1990 al 1999 in Italia si sono verificati 12 casi di polio associata a vaccino con una frequenza di 1 caso ogni 450.000 nuovi nati (pari a un caso ogni 1,8 milioni di dosi somministrate). Per questa ragione nel 1999 è stata introdotta in Italia la vaccinazione "sequenziale" che prevedeva l'effettuazione delle prime due dosi di vaccino con il Salk (ucciso); successivamente, quando il bambino ha già formato gli anticorpi protettivi (riducendo al minimo o annullando il rischio di paralisi associate a vaccinazione), veniva utilizzato il vaccino Sabin.Le due dosi successive di Sabin erano finalizzate da un lato al consolidamento dello stato di immunità, soprattutto a livello della mucosa intestinale allo scopo di bloccare la replicazione di eventuali virus selvaggi reintrodotti, dall'altro al mantenimento di un buon livello di circolazione di virus vaccinale nella popolazione e nell'ambiente (immunizzazione passiva di eventuali popolazioni non protette).Dal maggio 2002 le modalità della vaccinazione antipoliomielitica sono ulteriormente cambiate, in base a un accordo siglato fra Conferenza Stato-Regioni e il Ministero della Salute: vengono escluse le dosi di vaccino orale e nel nostro Paese viene usato solo il vaccino inattivato, da somministrare in quattro dosi durante il primo e al terzo anno di vita.

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