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antonomàsia

sf. [sec. XIV; dal greco antonomasía, attribuzione di un altro nome]. Forma di traslato consistente nell'usare un'espressione sostitutiva di un nome proprio (l'Urbinate per Raffaello, il cantor de' bucolici carmi per Virgilio) e, inversamente, un nome proprio in luogo di una locuzione comune (un Giobbe per “un uomo paziente”, un Ercole per “un uomo forte”).

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