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apicale

agg. [da apice].

1) Relativo all'apice di un organo: estremità apicale del polmone. In botanica, accrescimento apicale, fenomeno tipico di varie Tallofite (Carofite e alcune Alghe Brune) consistente nell'attività di moltiplicazione cellulare limitata a una sola cellula posta nella porzione terminale del tallo. La cellula apicale in questi organismi si divide solo secondo un piano basale, trasversale rispetto al filamento da cui è portata. Si formano così una nuova cellula apicale e una cellula basale che successivamente si può poi dividere anche longitudinalmente. Nelle Cormofite l'accrescimento in lunghezza del corpo è praticamente solo dovuto all'attività di zone di cellule o di singole cellule poste in posizione apicale, sia nella radice sia nel fusto. Nelle Briofite e nelle Pteridofite è ancora presente una singola cellula apicale a forma di piramide con base triangolare che si divide secondo piani paralleli alle facce. Nelle Spermatofite e anche nelle Pteridofite più evolute invece di una singola cellula si hanno dei gruppi di cellule, per cui si parla di meristemi apicali.

2) In fonetica, si dice di un suono che viene pronunciato con l'apice della lingua. Le consonanti apicali possono essere di tipo fricativo e di tipo occlusivo. Nel primo caso la punta (apice) della lingua si spinge tra i denti (come nell'articolazione della fricativa interdentale inglese th sorda in thing, sonora in that) o si porta verso la superficie interna o verso la zona alveolare degli incisivi superiori senza formare un'occlusione, come invece avviene nel secondo caso con la realizzazione di occlusive dentali e alveolari.

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