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apocalìttica

sf. [da apocalittico]. Genere letterario storico-religioso in cui si esprimono e prendono forma determinate concezioni della storia e dell'escatologia. Nel giudaismo, l'apocalittica, sviluppatasi soprattutto a partire dal sec. II a. C. (si ritrova in particolare nel libro di Daniele e in numerosi scritti pseudoepigrafici dell'Antico Testamento) e influenzata in larga misura dalle mitologie babilonese e iranica, è chiaramente definita nelle sue fondamentali caratteristiche formali – finzioni letterarie come visioni, sogni, ecc. e linguaggio simbolico e allegorico – nonché contenutistiche: il corso del mondo è diviso in due epoche (o “eoni”) contrapposte, quella passata (dominata dal peccato, a sua volta caratteristicamente periodizzata in diverse età) e quella futura, escatologica; il prossimo passaggio dall'una all'altra, preannunciato da determinati “segni dei tempi”, avviene entro una catastrofe cosmica; la fine della storia mondiale è accompagnata dalla resurrezione dei morti e dalla comparsa di Dio (o del suo rappresentante, il “Figlio dell'Uomo”), che con il Giudizio discriminante fra buoni e malvagi introduce nell'epoca nuova. Gli scritti apocalittici giudaici che sono pervenuti sino a noi sono: Libro di Enoch; Testamento dei dodici Patriarchi (dei sec. II-I a. C.); Assunzione di Mosè; Enoch slavo, Vita di Adamo e di Eva, Apocalisse di Esdra, Apocalisse di Baruch, Apocalisse di Abramo, Apocalisse di Elia (dei sec. I-II d. C.). In queste opere gli autori si celano sotto il nome di un illustre personaggio del passato per ottenere maggiore credibilità alle loro “rivelazioni”. § Nel cristianesimo primitivo l'apocalittica, derivata dal giudaismo, è riscontrabile in alcuni suoi caratteristici tratti sia nel Nuovo Testamento (nelle apocalissi sinottiche di Marco 13, Matteo 24, Luca 21, nelle lettere ai Tessalonicesi e altrove, oltre che, naturalmente, nell'Apocalisse di Giovanni), sia in scritti del sec. II quali l'apocrifa Apocalisse di Pietro o il Pastore di Erma, mentre è notevole la riduzione degli elementi più speculativi e fantastici dell'apocalittica nella personale predicazione di Gesù. Altre opere apocalittiche di ambiente cristiano sono: l'Apocalisse di Paolo, l'Apocalisse di Tommaso, l'Epistola Apostolorum. § Nella storia del cristianesimo, caratteri essenziali dell'apocalittica sono stati frequentemente ripresi in particolare da movimenti chiliastici (vedi millenarismo) del Medioevo (valga come esempio l'opera di Gioachino da Fiore e del movimento francescano a lui rifacentesi) e dalle sette millenaristiche di epoche successive. Anche nel Medioevo l'apocalittica continuò a vivificare la fede cristiana con un'abbondante produzione: in particolare si ricordano le tre Apocalissi di Giovanni, le due Apocalissi della B. V. Maria, la Navigatio S. Brandani (sec. XI), le Mirabili visioni di tanti santi e sante, il Compendium Revelationum (1495) di Girolamo Savonarola.