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applicato

agg. e sm. [sec. XVI; pp. di applicare].

1) Agg., dicesi di una scienza o arte quando i suoi principi teorici sono indirizzati a fini pratici: scienza applicata, contrapposta a quella pura; fisica applicata; arte applicata, rivolta a fini sociali, industriali; psicologia applicata, parte della psicologia che si occupa dello studio e delle iniziative relative ai problemi che interessano l'uomo, individualmente e collettivamente, nei diversi settori della sua attività concreta. Comprende la psicologia scolastica, lavorativa, medica, legale, ecc. In particolare: A) in botanica, è detto di pelo o foglia con l'asse principale parallelo all'organo su cui sono inseriti, per cui risultano quasi aderenti a questo. B) In fisica, vettore applicato, combinazione definita da un vettore v e da un punto P, detto punto di applicazione del vettore. Un vettore applicato è individuato da sei scalari: le tre coordinate del punto P e le tre componenti del vettore v.

2) Sm., impiegato di grado inferiore nelle amministrazioni pubbliche: applicato comunale.

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