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apprètto

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Lessico

sm. [sec. XIX; dal francese apprêt, da apprêter, preparare].

1) Sostanza o miscela di sostanze chimiche che vengono applicate su alcuni tipi di tessuti nel corso delle operazioni di finissaggio, allo scopo di conferire sostenutezza e pienezza di mano.

2) Il trattamento stesso cui vengono sottoposti tessuti e pelli; apprettatura.

Tecnica

A seconda del tipo e della quantità di appretto applicato, si possono ottenere gradi di rigidezza più o meno elevati, fino ad arrivare a effetti molto spinti come quelli richiesti per l'anima interna dei colli. I primi appretti impiegati, gli amidi, spesso addizionati di olio solforicinato e colla per attenuarne la tendenza allo sfarinamento, sono stati poi sostituiti in genere da appretti di sintesi. Per ottenere effetti particolari, come un'elevata resistenza all'usura, si impiegano dispersioni acquose di polietilene e di gomma sintetica, che rivestono superficialmente il tessuto di una sottile pellicola elastica e trasparente. Spesso vengono applicate, unitamente all'appretto, altre sostanze ausiliarie di finissaggio, come ammorbidenti, antipiega e impermeabilizzanti, che concorrono a determinare le caratteristiche richieste dall'articolo finito. In genere gli appretti tradizionali sono poco resistenti al lavaggio, sia a umido sia a secco, e vengono quindi più o meno facilmente asportati dalle soluzioni detergenti e dai solventi; gli appretti solidi al lavaggio (appretti permanenti) si ottengono solo con l'impiego delle resine poliviniliche, cioè degli appretti di sintesi.

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