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araldo

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal francese ant. hiraut, risalente al francone hariwald, funzionario di esercito].

1) Nobile addetto nel Medioevo alle corti dei re e dei grandi feudatari e anche agli ordini cavallereschi, con la funzione di presiedere ai tornei e alle cerimonie solenni, di compiere missioni presso sovrani stranieri, di intimare la guerra o la resa.

2) Più in generale, messo, nunzio; banditore; anche fig.: l'araldo del giorno, il Sole. Il termine è anche usato estens. per indicare gli ufficiali dell'antichità greco-romana che avevano compiti corrispondenti a quelli degli araldi medievali.

Storia

Gli araldi apparvero nel sec. XII, col nome di garzoni o crogierari, per annunciare i partecipanti e i vincitori dei tornei. Verso la fine del secolo furono chiamati scudieri e intorno alla metà del secolo successivo araldi. Scelti tra cavalieri distintisi in guerra, ma privi di beni di fortuna, essi venivano investiti del titolo di araldo con una solenne cerimonia, durante la quale prestavano uno speciale giuramento. In seguito gli araldi formarono un collegio, con a capo il re d'armi, costituito dagli araldi veri e propri e dai cavalcatori o persevanti (aiutanti degli araldi, detti anche aspiranti). Gli araldi vestivano una specie di divisa, un'ampia cotta, ornata dallo stemma del signore; in mano l'insegna, cioè un bastone degli stessi colori dello stemma. Nei tornei gli araldi verificavano che le armi dei partecipanti fossero conformi alle leggi araldiche e proprie della famiglia. Compilavano inoltre i registri della nobiltà e i rotoli dei tornei, in cui erano riprodotte le pezze degli stemmi, lo scudo, l'elmo, i cimieri, dando origine così a un metodo di sistemazione e classificazione della materia, che è alla base dell'araldica come disciplina. Verso la metà del sec. XVI, col cessare dei tornei, gli araldi persero a poco a poco le loro funzioni e scomparvero. Ne rimane ormai solo il nome, dato ad alcuni addetti al cerimoniale presso qualche corte reale e certi ordini cavallereschi. Solo in Inghilterra esiste ancora un Herald's College. § Nelle monarchie omeriche gli araldi (kerykes), designati come “divini” e ritenuti sotto la protezione di Hermes e di Zeus e pertanto inviolabili, assistevano i re svolgendo compiti importanti come messaggeri e come banditori. Nell'Atene classica l'araldo, agli ordini dell'epistate, manteneva l'ordine nell'assemblea popolare, introduceva gli ambasciatori, proclamava i risultati delle votazioni. In tutto il territorio greco gli araldi svolgevano inoltre le funzioni di banditori delle tregue sacre, proclamate in occasione di feste religiose, e di garanti di contratti.