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arare

v. tr. [sec. XIV; latino arāre].

1) Rompere e rivoltare le zolle di terra con l'aratro: arare un campo prima della semina. Fig.: arare il cielo, percorrerlo, solcarlo con l'aereo; nel gergo militare, l'effetto del proiettile di cannone quando, strisciando sulla superficie del terreno, lo smuove e lo solca come farebbe l'aratro; arare il mare, navigare o, ironicamente, compiere un lavoro inutile.

2) Per estensione, imprimere dei segni, dei solchi su una superficie (riferito specialmente alle rughe): “due solchi profondi arano le guance scarne” (Panzini).

3) Esser trascinato, solcare il fondo del mare, detto dell'ancora di una nave che a causa del vento e del moto marino non riesce a far presa stabile.

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