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arcaismo

sm. [sec. XVII; dal greco archaismós, da archâios, antico].

1) Nelle diverse espressioni d'arte, la tendenza a rimettere in uso forme stilistiche antiche o primitive.

2) In linguistica, si dice di una parola, di una forma grammaticale, di una costruzione sintattica proprie di un'epoca precedente a quella in cui vengono usate. Pertanto suonerebbero oggi come arcaismi forme pronominali come desso e dessa, forme verbali come puote per “può”, essuto o suto per “stato”, forme di plurali come pratora per “prati”. Il termine arcaismo può però anche essere riferito a forme linguistiche ancora in uso in certe zone e in certi ambienti, ma cadute in disuso o completamente scomparse in altri. Così nei dialetti della Sardegna si ha ancora la continuazione del latino domus per “casa” e del latino scire per “sapere”. Lo spagnolo, il portoghese e l'inglese d'America presentano un buon numero di arcaismi rispetto alle stesse lingue parlate in Europa.

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