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ardito

agg. e sm. [sec. XIII; pp. di ardire].

1) Che ha e usa coraggio, ardire; audace: “era giovane, ardito e feroce” (Machiavelli); Arditi; Arditi del Popolo.

2) Sicuro di sé, spavaldo, baldanzoso: “Una bambina ardita dalle pupille ferme, esigenti” (Manzini); sguardo ardito; farsi ardito, trovare il coraggio. Anche impertinente: complimento ardito; parola, frase ardita, arrischiata, sfacciata; temerario, spericolato: pilota troppo ardito.

3) Di impresa rischiosa, che richiede audacia: un'ardita scalata; un ardito volo. Di cosa che rivela o denota ardimento: grattacielo ardito; decisione ardita; fig., nuovo, insolito, originalmente innovatore: concezione ardita.

4) Fig., raro, gagliardo, robusto: liquore ardito; ripido, arduo: sentiero ardito.

5) In numismatica, moneta il cui nome pare derivi da una monetina di rame coniata da Filippo l'Ardito, re di Francia. Fu moneta di billone nella Catalogna dei sec. XVI e XVII o di rame nella Barcellona di Filippo III e Filippo IV. Ancora oggi in Spagna si dice “no vale un ardite” per significare che una cosa vale poco.