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aringa¹

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Lessico

sf. [sec. XIV; germanico haring]. Pesce (Clupea harengus) della famiglia dei Clupeidi. In senso fig.: stare stretti o pigiati come aringhe, molto stretti gli uni agli altri, come le aringhe salate nei barili o nelle scatole.

Zoologia

Lunga sino a 40 cm., l'aringa ha corpo slanciato coperto di grandi scaglie che si staccano con facilità, muso appuntito, occhi grandi con una piega adiposa ai lati, bocca terminale con denti piccoli e appuntiti anche sulla lingua. La colorazione è brunastro-scura sul dorso e più chiara sul ventre con riflessi colorati. Vive nel Mare del Nord, nel Baltico e nell'Atlantico boreale. Durante l'epoca di inattività sessuale le aringhe vivono isolate ai margini dello zoccolo continentale, praticamente al confine fra le acque neritiche e quelle oceaniche dove si nutrono di plancton. Alla maturazione delle gonadi gli individui diventano gregari portandosi in acque superficiali dove formano banchi di milioni di individui alla ricerca sempre di condizioni ottimali: in questo periodo infatti le aringhe hanno bisogno di acque fredde e di non elevata salinità. Le femmine sessualmente mature non hanno mai meno di due anni e depongono numerosissime uova che si attaccano agli oggetti sommersi. Dopo un periodo che varia da 6 a 50 giorni, a seconda della temperatura dell'acqua, escono i piccoli, filiformi.

Gastronomia

L'aringa costituisce un importante alimento per le popolazioni nordiche, soprattutto dell'Europa settentrionale. Si consuma fresca (alla griglia, bollita o fritta) o, più frequentemente, conservata. La conservazione delle aringhe, in scatola o seccate, salate, affumicate, è oggetto di un'imponente attività industriale. L'aringa affumicata, generalmente grigliata, è tipico elemento del breakfast nei Paesi anglosassoni. Con le aringhe marinate si prepara il rollmops.

Media

Aringa.