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arpa

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino tardo harpa, di origine germanica].

1) Strumento musicale a pizzico, dotato di 47 corde tese tra la cassa di risonanza e una mensola, con un'estensione di 6 ottave e mezza e intonato in do bemolle maggiore. I suoni estranei a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7 pedali a doppia tacca; ogni corda è in grado di produrre tre note diverse ed è possibile costruire una scala cromatica . Simile all'arpa è l'arpa eolia.

2) In numismatica, arpa d'oro, strana e bella moneta di Utrecht, coniata nel 1477 circa. Recava effigiata l'immagine di David con l'arpa in onore del vescovo di Utrecht, David di Borgogna.

3) Genere (Harpa) di Molluschi Prosobranchi della famiglia degli Arpidi, tipico dell'Oceano Indiano. La loro conchiglia è molto bella e ricca di ornamentazioni; una caratteristica peculiare è costituita dalla capacità di questi molluschi di privarsi della porzione terminale del piede qualora sia afferrato da un predatore.

Musica

L'arpa, che è giunta alla forma attuale attraverso continui perfezionamenti e modificazioni, è uno strumento antichissimo, noto inizialmente in Asia Minore e in Egitto: è documentato fin dal 3000 a. C. e se ne ha un esemplare che risale al 2700 e proviene dall'area sumero-mesopotamica. In Europa penetrò presso i popoli nordici diffondendosi soprattutto in Inghilterra e Irlanda, dove col nome di clairseach assunse il carattere di strumento nazionale; passò quindi nell'area centro-meridionale del continente, adottata dai Minnesänger, e verso il sec. XIV in Italia. Fu introdotta nell'orchestra nel sec. XVII, con C. Monteverdi, ma ne divenne parte veramente integrante soltanto con i musicisti romantici. Nel sec. XVIII lo strumento fu migliorato, dapprima dal tedesco Hochbrucker, inventore dei pedali (1720), poi dal francese Sébastien Erard, che verso il 1790 perfezionò il sistema a doppia tacca o doppio movimento. Per consentire modulazioni più rapide, agli inizi del Novecento fu inventata un'arpa cromatica che però, dopo il favore iniziale, fu abbandonata, soprattutto per le difficoltà di diteggiatura che imponeva.

Media

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