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arpióne

sm. [sec. XIV; latino volg. harpígo-ōnis per il classico harpăgo, uncino].

1) Ferro a uncino impiegato per usi diversi; in particolare, quello conficcato nel muro, in cui entrano le bandelle delle porte e delle finestre. È sinonimo di pollice.

2) Con altre accezioni specifiche: A) Grosso chiodo fissato nel muro per appendere qualche oggetto: appendere la giacca a un arpione; fig.: attaccare le voglie all'arpione, rinunciare per sempre a qualcosa. B) Nelle ferrovie, organo di fissaggio della rotaia a suola (tipo Vignole) alla traversa di legno. L'arpione più semplice ha forma di chiodo con testa a becco e viene infisso nella traversa per battitura; poiché col tempo si sfila, viene ormai usato raramente, preferendosi l'arpione elastico, la cui testa è foggiata in modo da assicurare una certa elasticità, e la caviglia (vedi anche attacco e binario). C) Elemento di una macchina che serve per agganciarne un altro in movimento e fermarlo (vedi arpionismo).

3) Variante impr., ma prevalente nell'uso, di arpone.

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