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arseniato

sm. [sec. XIX; da arseni(co)²+-ato]. Sale che si ottiene dagli acidi arsenici. Dall'acido arsenico, H₃AsO4, derivano tre serie di arseniati di formule generali MeH₂AsO4, Me₂HAsO4, Me₃AsO4; così, per esempio, il sodio può dare un arseniato monometallico NaH₂AsO4, un arseniato bimetallico Na₂HAsO4 e un arseniato trimetallico o neutro Na₃AsO4. Per riscaldamento a secco gli arseniati monometallici eliminano acqua trasformandosi in meta-arseniati, mentre gli arseniati bimetallici si trasformano in piro-arseniati:

I sali degli acidi arsenici hanno quindi comportamento analogo a quello dei sali degli acidi fosforici corrispondenti, con i quali sono spesso isomorfi. Particolare importanza tecnica rivestono l'orto-arseniato trimetallico e bimetallico del piombo, Pb₃(AsO4)₂ e PbHAsO4, e i corrispondenti sali del calcio, usati quali insetticidi, erbicidi, ecc.; la loro tossicità impone però notevoli cautele nell'uso e tende a farli dovunque sostituire con altri prodotti meno tossici. § In mineralogia, minerale caratterizzato dal gruppo anionico [AsO4]3‒ con struttura tetraedrica. Gli arseniati possono essere anche idrati con o senza anioni estranei come F, OH, Cl, O e UO₂; sono minerali secondari formatisi in giacimenti complessi, ricchi soprattutto in solfuri di arsenico e cobalto.

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