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arsina

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Chimica

sf. [sec. XIX; dal francese arsine]. Composto chimico (detto anche idrogeno arsenicale), avente la formula AsH₃ di triidruro di arsenico. È un gas incolore, di odore agliaceo ed estremamente tossico. Si prepara facendo agire su un composto dell'arsenico l'idrogeno nascente generato per esempio da zinco e acido solforico diluito:

Oltre all'arsina sono noti altri due composti dell'arsenico con l'idrogeno, talvolta indicati anch'essi con il nome di arsina: il tetraidruro di diarsenico, H₂As–AsH₂, e il monoidruro polimero (AsH), analoghi ai corrispondenti composti del fosforo e poco stabili. Come arsina si indicano anche dei composti organici dell'arsenico che si possono considerare derivati dell'arsina per sostituzione di uno, due o tre atomi d'idrogeno con altrettanti radicali alchilici o arilici. Si hanno così le arsine primarie RAsH₂, secondarie R₂AsH e terziarie R₃As: queste tendono a fornire prodotti di addizione, come gli ossidi R₂AsO e i solfuri R₃AsS.

Tossicologia

L'idrogeno arsenicale e i suoi derivati alchilici hanno notevole interesse tossicologico sia in quanto oggetto di intossicazioni professionali, sia per la loro importanza come aggressivi chimici. L'avvelenamento da arsina può verificarsi nelle industrie chimiche e metallurgiche o nel corso della lavorazione dei pellami. L'idrogeno arsenicale si sviluppa inoltre da vari derivati inorganici dell'arsenico per azione di muffe particolari, quali il Penicillium brevicaule o il Mucor armucedo. Una concentrazione di 0,25% di idrogeno arsenicale nell'aria è quasi sempre letale per l'uomo. Nelle analisi tossicologiche l'arsina viene rivelata in un tubo di vetro riscaldato oltre i 300 ºC (apparecchio di Marsh) nel quale essa si decompone negli elementi separando uno specchio di arsenico. Molto sensibile è anche il saggio di Gutzeit, basato sulla colorazione gialla che l'arsina fornisce con il nitrato di argento.

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