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artìcolo

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Lessico

sm. [sec. XIII; dal latino articŭlus, giuntura, punto critico].

1) Parte variabile del discorso che, posta prima del nome, lo determina e ne indica il genere e il numero.

2) Piccola suddivisione numerata di un testo giuridico, trattato, regolamento; voce di bilancio, di fattura commerciale: gli articoli della Costituzione; violare l'articolo 5 del Codice Penale; discutere gli articoli della legge tributaria; controllare il bilancio articolo per articolo.

3) Principio, affermazione fondamentale di una dottrina o religione; in particolare, articoli di fede, formulazioni dottrinarie delle Chiese riformate enucleate dalle verità dogmatiche cattoliche.

4) Scritto di vario argomento pubblicato su un quotidiano o una rivista: articolo di fondo, di commento politico, pubblicato per lo più in prima pagina e implicante la responsabilità della direzione; articolo sportivo. Anche ciascuno dei lemmi di un'enciclopedia, specialmente a carattere monografico.

5) Tipo di oggetto posto in vendita; capo di mercanzia: articoli sportivi, da regalo; è un articolo che si vende bene. Articolo civetta, quel prodotto, o gruppo di prodotti, venduti nei supermercati a prezzo di costo o anche sottocosto. Servono per creare nel pubblico la sensazione di convenienza che possa invogliare ad entrare nel supermercato, nella fondata speranza che un certo numero di persone diventi acquirente anche di articoli venduti a prezzi normali.

6) In botanica, parte in cui si può scindere un organo articolato, separata dalle altre, di solito, da una strozzatura, come per esempio nel fusto degli equiseti.

7) Ant., momento: in articolo di morte, in punto di morte. È definita assoluzione in articulo mortis quella che può essere data a chi è in pericolo imminente di morte da qualsiasi sacerdote (Concilio di Trento, sess. XIV, can. 7).

8) In anatomia, parte di un arto o di un'articolazione.

Grammatica

In italiano l'articolo può essere determinativo, indeterminativo, partitivo. Il primo ha la funzione di determinare in modo preciso l'essere o l'oggetto a cui si riferisce, il secondo e il terzo lasciano invece indefinito tale oggetto o essere. L'articolo determinativo presenta forme diverse secondo il suono iniziale della parola seguente. Per il maschile singolare si ha lo (plurale gli) davanti a parole che incominciano con z, s seguite da consonante, digrammi sc e gn, e gruppi consonantici come ps, x (lo zaino, lo spiedo, lo sciame, lo gnomo, lo psichiatra, lo xenofobo; gli zaini, gli spiedi, ecc.); l' (plurale gli) davanti a parola iniziante per vocale (l'amore, gli amori); il (plurale i) negli altri casi (il campo, i campi). Per il femminile al singolare si ha un'unica forma la che si apostrofa sempre davanti a parola iniziante per vocale (l'ombra), e al plurale le che generalmente non si apostrofa (le ombre), solo davanti a e si può talvolta apostrofare (l'erbe accanto a le erbe). L'articolo indeterminativo si usa solo al singolare e presenta al maschile la forma uno (nei casi in cui si usa l'articolo determinativo lo: uno zaino, uno spiedo, ecc.), la forma un in tutti gli altri casi (un amore, un campo); al femminile, la forma una che viene apostrofata davanti a vocale (un'idea). L'articolo partitivo è costituito dalle forme articolate della preposizione di e funge anche da plurale dell'articolo indeterminativo (un libro, dei libri; una casa, delle case). In alcune lingue (danese, svedese, norvegese, romeno, albanese, bulgaro, armeno) l'articolo è posposto al nome. Non tutte le lingue hanno l'articolo: il latino, per esempio, ne è privo. Altre ne hanno più di uno: abbastanza singolare è il caso dell'armeno che dispone di ben tre articoli determinativi posposti (-s per indicare l'oggetto vicino alla persona che parla, -d per l'oggetto vicino alla persona che ascolta, -n per l'oggetto lontano da entrambe le persone). Per quanto riguarda l'origine, l'articolo determinativo italiano, e della maggior parte delle lingue romanze, deriva dal dimostrativo latino ille, illa, illud che già nei testi basso-latini ha valore pressoché simile al nostro articolo. L'articolo determinativo sardo su, sa, pl. sos, sas deriva invece dal dimostrativo latino ipse, ipsa, ipsum. Anche l'articolo determinativo di altre lingue trae la sua origine da un dimostrativo: così l'articolo greco ho,,; quello tedesco der, die, das e quello inglese the; gli stessi tre articoli posposti dell'armeno -s, -d, -n. L'articolo indeterminativo romanzo si è sviluppato dal numerale latino unus, una, unum che già nei testi più tardi è usato con un significato molto simile a quello dell'articolo indeterminativo. Pure gli articoli indeterminativi tedeschi ein, inglese a, an sono la continuazione dell'antico numerale “uno”.

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