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artìglio

sm. [sec. XIII; dal provenzale artelh, piccolo arto, dito].

1) Particolare formazione epidermica cheratinizzata che è portata dall'ultima falange di molti Vertebrati; ne sono dotati i Rettili, gli Uccelli e alcuni Mammiferi (come i Carnivori). L'artiglio è il tipo base; unghie e zoccoli sono sue trasformazioni, tipiche dei Mammiferi. L'artiglio è in genere formato da una lamina cornea che protegge le parti dorsale, laterali, e anteriore dell'estremità del dito. Sotto la parte cornea, poggiante sul derma, si trova lo strato germinativo dell'epidermide che produce continuamente verso l'esterno nuova sostanza cornea, continuamente consumata alla punta dell'artiglio. Sulla superficie anteriore dell'artiglio, distalmente, vi è la subunghia, un cuscinetto di tessuto più morbido e meno corneificato. Tipici gli artigli delle aquile oppure gli artigli dei Felidi che possono essere ritratti o fatti sporgere. Molto spesso assai robusti, gli artigli hanno la funzione sia di difesa sia di cattura della preda.

2) Fig., mano di persona avida, violenta o spietata; anche simbolo di rapacità: cadere nei suoi artigli, in suo potere; riuscì a sfuggire agli artigli dei persecutori.

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