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articolazióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; da articolare (verbo)].

1) L'articolare, l'articolarsi (anche fig.): articolazione del gomito, articolazione di un congegno meccanico; articolazione del programma in più fasi; articolazione della voce.

2) In fonetica, il termine articolazione indica l'insieme dei movimenti articolatori dell'apparato fonatorio che concorrono alla formazione di un fonema. In particolare è detto indice di articolazioneil numero ricavato dall'analisi spettrale di un insieme di fonemi, attraverso il quale è possibile risalire all'intelligibilità dell'insieme stesso.

Anatomia

L'insieme delle parti terminali di due o più ossa (mantenute in reciproco rapporto da mezzi legamentosi) cui sono consentiti movimenti di vario tipo e grado, viene detta anche giuntura. Le articolazioni collegano le varie ossa e fanno dello scheletro un'organica unità; sono formate, in genere, dalle superfici, dette articolari, di ossa contigue, attorno alle quali altre formazioni anatomiche, particolarmente resistenti, provvedono al mantenimento del collegamento anche durante i movimenti più vari. In base alla possibilità di movimento, le articolazioni sono classificate in diartrosi (articolazioni mobili), anfiartrosi (articolazioni semimobili), sinartrosi (articolazioni immobili). A) Le diartrosi consentono movimenti di scivolamento, rotazione, flesso-estensione, adduzione e abduzione; esse constano, oltre che delle superfici articolari, di una lamina cartilaginea che le ricopre completamente (con funzione di prevenzione contro urti e sfregamenti); di legamenti, formazioni fibrose resistenti che si dispongono attorno alle estremità ossee; di sinoviali, sottili membrane che tappezzano la superficie interna della cavità articolare e, secernendo un liquido untuoso (sinovia), facilitano lo scorrimento delle parti ossee. Alcune diartrosi presentano, al posto della lamina cartilaginea, dei setti fibrocartilaginei interarticolari detti menischi. Esempi di diartrosi sono le articolazioni del ginocchio e del gomito . Le diartrosi sono a loro volta classificate in: articolazioni enartrodiane o enartrosi (con superfici sferiche: da un lato una testa tondeggiante, dall'altro una cavità) alle quali è permesso ogni movimento; articolazioni condiloidee o condiloartrosi (da un lato una formazione ossea allungata o condilo, dall'altro una cavità o glenoide) con possibilità di tutti i movimenti, esclusa la rotazione; articolazioni a incastro o sellari (dove alla concavità di una superficie articolare corrisponde la convessità dell'altra) con movimenti analoghi alle condiloartrosi; articolazioni trocleari o trocleoartrosi o ginglimi (da una parte una puleggia o troclea e dall'altra una cresta per la puleggia) con possibilità di flesso-estensione e scarsi movimenti di lateralità; articolazioni trocoidi (da una parte un grosso cilindro osseo che gira sul suo asse, dall'altra un anello osteofibroso che lo contiene) cui è concessa la sola rotazione; artrodie (con superfici pressoché piane da entrambe le parti) con la sola possibilità di scivolamento. Le anfiartrosi o sinfisi (di cui sono esempi l'articolazione tra i corpi vertebrali del rachide) sono composte da superfici articolari piane o leggermente concave, rivestite da cartilagine ialina, tra cui si trova un disco fibroso o fibrocartilagineo e sono trattenute fra loro da legamenti; mancano in genere di membrane sinoviali, di cui sono fornite però le diartroanfiartrosi (quali la sinfisi pubica e l'articolazione sacroiliaca), pure esse dotate di scarsi movimenti. Le sinartrosi, infine, sono prive di movimenti perché le superfici ossee si incastrano direttamente le une nelle altre, separate tra di loro, solo in quelle dette sinfibrosi, da una membrana fibrosa (sutura) e nelle sincondrosi da un sottile strato cartilagineo. Le sinartrosi sono le articolazioni tipiche delle ossa del cranio.

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