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ascensióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino ascensío-ōnis].

1) L'ascendere, salita: ascensione alpinistica, scalata di una montagna o di una parete rocciosa. Anche fig.: ascensione al trono; “la Verità... è un'ascensione ad altezze sempre crescenti” (B. Croce).

2) La salita di Gesù Cristo al cielo dopo la Resurrezione e il giorno in cui la Chiesa cattolica la celebra (40 giorni dopo la Pasqua).

3) In astronomia, ascensione retta, una delle coordinate del terzo sistema di coordinate celesti. È l'angolo, misurato in ore da W verso E sul piano dell'Equatore celeste, fra il primo punto di Ariete e il cerchio orario dell'oggetto celeste.

Religioni

La credenza nella possibilità di un'ascensione al cielo è importante nei rituali dello sciamanismo asiatico e americano. Lo sciamano, salendo lungo il palo o l'albero sacro, vive l'esperienza estatica di una simbolica ascesa verso il cielo, sede degli spiriti. L'idea di ascensione si ritrova anche in religioni superiori: nell'Islam (Maometto, nel corso di una visione, percorre una scala che da Gerusalemme lo porta al settimo cielo) e nel giudaismo (ascensione di Elia: II Re, 2,1 seg.). § Il cristianesimo celebra l'ascesa visibile al cielo di Gesù morto e risorto, localizzata dalla tradizione sul Monte Oliveto, presenti gli apostoli, Maria e altre persone, quaranta giorni dopo la Resurrezione e dopo numerose prove della realtà del suo corpo (Marco 16,19; Luca 24,51; Atti I,1-12). È una delle festività principali dell'anno liturgico e viene celebrata nel giovedì successivo alla quinta domenica dopo Pasqua, in ossequio a quanto tramandatoci negli Atti degli apostoli. La festività è già ricordata negli antichi libri liturgici romani (Sacramentario leoniano, gelasiano e gregoriano) sotto il nome di Ascensa, come pure nelle liturgie mozarabica, gallicana e ambrosiana, dove prende il nome (ancora attuale) di Ascensio. Eusebio di Cesarea la cita come “festa solennissima”. Nel Medioevo la solennità era accompagnata da cerimonie, in cui il pregnante significato religioso si univa a manifestazioni folcloristiche. Nel giorno dell'Ascensione, dopo il canto del Vangelo, si spegne il cero pasquale per significare che Gesù Cristo ha lasciato la Terra per ritornare al cielo. La critica acattolica, che tende a fare dell'Ascensione un'interpolazione mitica, estranea ai testi sacri, si scontra con l'obiettiva genuinità dei due testi di san Luca (Vangelo 24,44-53; Atti I,1-14), confortata da tutti i codici orientali dei sec. IV e V.

Arte

Una prima raffigurazione del tema dell'Ascensione si ha in un avorio di Monaco del sec. IV, dove la scena è congiunta con quella delle Marie alla tomba. Isolata invece si presenta in alcuni sarcofagi provenzali e nella porta lignea di S. Sabina in Roma (sec. V). Nel sec. VI la raffigurazione diventa più realistica e si hanno esempi appartenenti all'arte siriaca (Evangeliario di Rabula, Firenze, Biblioteca Laurenziana) o all'arte palestinese (ampolla in argento, Monza, Tesoro del duomo). L'arte bizantina ne accolse lo schema e lo diffuse ampiamente (affresco della basilica inferiore di S. Clemente in Roma, mosaici di Monreale e della Cappella Palatina di Palermo). Attraverso l'arte carolingia e ottoniana si hanno lievi modificazioni e adattamenti, che fissano definitivamente lo schema iconografico. Il tema si incontra frequentemente nei portali delle cattedrali gotiche (timpano della porta settentrionale di Chartres, sec. XII). Lo schema del Cristo nascosto dalle nubi, già presente dal sec. XII, ottiene fortuna anche nel Quattrocento, specie nelle miniature. Tra le numerose figurazioni rinascimentali si ricordano quelle del Mantegna (Firenze, Uffizi), del Tintoretto (tela alla Scuola di S. Rocco a Venezia) e la grande composizione ad affresco del Correggio nella cupola di S. Giovanni Evangelista a Parma.

Folclore

La festa dell'Ascensione era considerata in passato giorno di purificazione, in cui le acque, benedette secondo la credenza popolare da un angelo a mezzanotte, assumevano potere risanatore. Eguale potere veniva assegnato all'uovo dell'Ascensione, al quale pure ricorrevano gli ammalati. Celebrazioni tradizionali sopravvivevano a Firenze con la popolarissima festa del grillo (era consuetudine acquistare al parco delle Cascine grilli portafortuna chiusi in gabbiette); sono celebrati a Venezia lo sposalizio del mare e a Bari la benedizione del mare.

P. Toschi, Santi e feste della tradizione popolare: l'Ascensione, in “Ecclesia”, Roma, 1947; G. Lohfink, L'Ascensione di Gesù, Brescia, 1976.