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asfodèlo o asfòdelo

(poetico asfodillo), sm. [sec. XIV; dal greco asphódelos]. Pianta erbacea perenne appartenente al genere Asphodelus, famiglia Asfodelacee, comune nei luoghi erboso-boscosi anche montani, talvolta infestante nei pascoli. L'asfodelo è alto ca. 1 m, con foglie lunghe, nastriformi, larghe 1 cm o poco più. I fiori, bianchi o appena rosei, a 6 tepali lanceolati, sono riuniti in alti grappoli eretti, densi, terminali sugli scapi. I frutti sono capsule contenenti numerosi semi nerastri. L'apparato radicale consiste di ingrossamenti tuberiformi fascicolati, un tempo impiegati nell'alimentazione umana. In Italia sono diffusi Asphodelus ramosus e Asphodelus albus noti anche come porracci. § Per il suo colore tenue l'asfodelo fu considerato nella mitologia greca il fiore dei prati appartenenti al regno dei morti: “sul prato dell'asfodelo ... sorridevano coloro che piansero in vita” (Panzini).

Media

Asfodelo.