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assonanza

sf. [sec. XVII; da assonare].

1) Tipo di rima in cui i versi terminano con parole che hanno le stesse vocali finali (toniche e atone), mentre le consonanti sono diverse: “La cavallina grigia trotta, trotta / e un cane rosso al fianco le galoppa” (D. Valeri). In prosa il termine assonanza (od omeoteleuto) indica il succedersi di più parole caratterizzate da sillabe finali omofone: “il conte, dolente che d'innocente, fuggendo, s'era fatto nocente” (Boccaccio).

2) Per estensione, accordo armonico (di colori, suoni, forme, ecc.): perfetta assonanza di tinte e di luci.

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