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astùccio

sm. [sec. XVI; dal provenzale estug].

1) Scatola di forma e materia varia, usata specialmente per custodire oggetti fragili o preziosi, che all'interno può essere foderata o imbottita, divisa in scomparti o munita di incavi perché l'oggetto contenuto, di cui a volte l'astuccio ripete la sagoma, vi si adatti meglio; custodia: astuccio per gioielli, astuccio per gli occhiali, astuccio del violino, l'astuccio della penna stilografica.

2) In marina, tubo sistemato nella zona poppiera della nave per la fuoriuscita dell'albero portaelica, provvisto a proravia di organo di tenuta a pressatrecce per limitare il passaggio dell'acqua verso l'interno della nave.

3) In botanica, termine in disuso per indicare alcune zonazioni del fusto, in cui si distinguevano un astuccio corticale e un astuccio midollare.

4) In etnologia, astuccio penico, guaina di foglie, di pelle conciata oppure costituita da un pezzo di bambù o da una conchiglia, usata per proteggere l'organo genitale maschile. L'astuccio penico è diffuso soprattutto nell'area australiano-melanesiana e in alcune zone dell'Africa e dell'Asia meridionale; presso i popoli che l'adottano l'astuccio penico ha, nella maggioranza dei casi, funzioni puramente ornamentali.

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