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atavismo

sm. [sec. XIX; da atavico]. In biologia, la comparsa improvvisa e imprevista in un individuo, di caratteri abnormi per la specie e che si ritengono testimonianze di una condizione esistente in antenati più o meno remoti. Esempi di atavismo (filetico), per l'uomo, sono la presenza di un rudimento di coda, di una piega sul palmo delle mani, la polimastia, la polidattilia, la microcefalia, il labbro leporino, ecc. Molti caratteri ritenuti atavici sono, oggi, attribuiti ad alterazioni dello sviluppo individuale (vedi teratogenesi); per contro, il riaffiorare di alcuni caratteri tipici di antenati remoti in una stirpe umana è spesso dovuto a caratteri mendeleiani recessivi e rari, che possono pertanto comparire, in un individuo, solo nel caso, assai poco probabile, che egli li abbia ereditati da ambedue i genitori.