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ateròma

sm. (pl. -i) [sec. XIV; dal greco atherōma, tumore].

Principale manifestazione dell'aterosclerosi, che consiste in una placca di materiale lipidico (colesterolo e suoi esteri, fosfolipidi, grassi neutri), proteico e fibroso, dovuta a un processo progressivo di degenerazione dell'intima arteriosa. Quando predomina il contenuto in lipidi, l'ateroma è giallo, non rilevato; in seguito alla proliferazione dell'intima aumenta di consistenza, di grandezza e diventa di colore biancastro; in uno stadio più avanzato si hanno fenomeni di lipolisi e di necrosi centrale. In altri casi alla superficie dell'ateroma si deposita fibrina, facilitando così la formazione di trombi obliteranti. Altra eventualità evolutiva è la calcificazione dell'ateroma, che diventa così visibile radiologicamente. A volte l'ateroma si estende in profondità verso la tunica media arteriosa, indebolendo la parete del vaso e provocandovi una sacca aneurismatica. Le conseguenze della formazione di ateroma sono: la riduzione del flusso sanguigno a valle, per stenosi e perdita dell'elasticità parietale; la trombosi, che provoca un arresto brusco del torrente circolatorio, con conseguente necrosi dell'area irrorata; la rottura del vaso interessato. L'ateroma può interessare qualsiasi arteria.