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automimetismo

sm. [auto-+mimetismo]. In etologia è l'imitazione di uno dei due sessi di una determinata specie da parte dell'altro sesso (solitamente vengono imitate poche caratteristiche) e anche l'imitazione di se stesso, da parte di un individuo, in situazioni irreali. Un classico esempio del primo caso si trova in alcune scimmie cinocefale, in cui i maschi subordinati acquistano tumescenze ischiatiche e perigenitali di colore rosso vivo, simili a quelle genitali delle femmine, che esibiscono ai maschi dominanti con funzione di pacificazione. Un altro esempio è offerto dalle femmine di alcuni Zigotteri, che hanno evoluto una esibizione di rifiuto sessuale simile all'esibizione di minaccia dei maschi, ottenendo l'allontanamento del pretendente senza essere costrette alla fuga. Al secondo tipo di automimetismo sono talvolta ascritti comportamenti come la tanatosi e i comportamenti di diversione ambedue con funzione autoprotettiva. È da sottolineare che gli autori anglosassoni definiscono questi due tipi di automimetismo con termini diversi (automimicry e self-mimicry rispettivamente), perché la catena mimetica nel secondo tipo è costituita da due soli individui anziché da tre, come nel primo e più generalmente nel mimetismo.