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autoossidazióne o autossidazióne

sf. [auto-+ossidazione]. Ossidazione spontanea di un composto chimico a opera dell'ossigeno atmosferico. Il fenomeno presenta quasi sempre un decorso radicalico a catena, ossia decorre attraverso la formazione di un limitato numero di radicali liberi che di continuo si ripristinano. Così un generico idrocarburo RH che presenti un atomo di idrogeno abbastanza mobile può, per esempio per azione di radiazioni ad alta energia, che almeno in piccola quantità si riscontrano sulla superficie terrestre, decomporsi in un radicale idrocarburico R- e in un atomo di idrogeno libero; il radicale R- reagisce poi rapidamente con una molecola di ossigeno atmosferico, sommandola e trasformandosi in un nuovo radicale R–O–O-. Quest'ultimo reagisce con una molecola RH ancora inalterata sottraendole un atomo di idrogeno:

composto R–O–OH, che prende il nome di idroperossido, è assai poco stabile e si decompone in prodotti a minor numero di atomi di carbonio. Accanto all'idroperossido, la reazione ora considerata genera un radicale R- il quale ripete il ciclo, combinandosi con l'ossigeno, ecc. I fenomeni di autoossidazione hanno grande importanza pratica perché determinano, per esempio, l'ossidazione degli oli lubrificanti, l'irrancidimento di quelli vegetali, l'invecchiamento della gomma, ecc.; essi possono venire efficacemente contrastati dall'aggiunta di catalizzatori negativi, che si indicano con il nome di antiossidanti.