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autoriduttóre

sm. [auto-+riduttore]. Strumento topografico, di cui sono equipaggiati quasi tutti i distanziometri, che consente di ottenere direttamente la distanza ridotta all'orizzonte, ossia la distanza topografica, con una semplice operazione, moltiplicando cioè l'intervallo di stadia letto tra i fili distanziometrici del reticolo, per una costante strumentale, rappresentata da un numero intero come 50, 100, ecc., comunque sia inclinato l'asse di collimazione del distanziometro. Si ottiene per lo più questo risultato operando in modo che al variare dell'angolo di inclinazione dell'asse di collimazione vari opportunamente la distanza tra i fili distanziometrici del reticolo. Alcuni autoriduttori sono anche riduttori per dislivelli. § In fotogrammetria l'autoriduttore è stato il primo strumento di restituzione per fotogrammi aerei, ideato e realizzato dall'ingegnere E. Santoni nel 1921 presso l'Officina Otelli di Torino. Con l'autoriduttore furono condotti in Italia i primi esperimenti nel settore. L'autoriduttore era uno strumento a realizzazione completamente meccanica, non consentiva la visione stereoscopica del modello ottico e la restituzione avveniva per punti.