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autoritratto

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Lessico

sm. [sec. XIX; auto-+ritratto]. Ritratto di se stesso fatto da un pittore o da uno scultore : “Dipingeva... un teppista, ch'era l'autoritratto dell'autore” (Pratolini). Per estensione, descrizione delle proprie caratteristiche fisiche o morali.

Storia dell'arte

Anche se già nei codici di età preromanica e romanica non è infrequente l'autoritratto dell'amanuense e se, talora, l'immagine di scultori o architetti appare nella loro opera (Maestro Mateo nel Portico della Gloria della cattedrale di Santiago de Compostela) anche in epoche precedenti al sec. XVI, è solo nel Rinascimento, nel momento in cui l'arte figurativa incomincia a essere intesa come attività eminentemente liberale, che si diffonde l'uso di autoritrarsi. Dürer, che dell'autoritratto rinascimentale fu un interprete e maestro insigne, ritraendo se stesso si propone di dare un'interpretazione pittorica della dignità dell'artista e dei suoi ideali. Frequentemente gli artisti inseriscono il proprio autoritratto tra i personaggi di grandi composizioni (Raffaello nell'affresco della Scuola d'Atene, nelle Stanze Vaticane; El Greco nella Sepoltura del conte di Orgaz, a Toledo). Celebre l'autoritratto del Parmigianino, riflesso in uno specchio convesso (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Dal Seicento all'Ottocento l'autoritratto rappresenta talora una costante della produzione di certi artisti, rivelando una grande forza di analisi introspettiva (è il caso delle serie di autoritratti di Rembrandt, Goya, Courbet, Van Gogh). Agli inizi del XX secolo, il genere dell'autoritratto riflette la crisi spirituale e morale dell'uomo occidentale, che sperimenta il fallimento dell'ottimismo positivista ottocentesco e assiste agli orrori della prima guerra mondiale. La rappresentazione dell'io dell'artista non può che essere confusa, nevrotica, frammentaria. L'espressionismo portò a un radicale cambiamento nella concezione del genere ritrattistico. L'autoritratto espressionista mira non tanto a rappresentare le fattezze dell'artista, quanto a suggerirne la personalità, attraverso forme spesso angosciose e improntate a una sorta di inquieto misticismo. Dopo la seconda guerra mondiale, la Pop Art accolse le tecniche e le forme della pubblicità e della comunicazione di massa quali strumenti più adatti per rappresentare dinamiche e fatti della moderna società dei consumi. Nell'autoritratto, la figura del soggetto appare semplificata e privata di forza espressiva, ridotta a immagine neutra: ne è esempio l'autoritratto dell'artista inglese Peter Blake (1961). Nel mondo contemporaneo, il genere dell'autoritratto attraversa tutte le forme di espressione artistica e massmediatica (pittura, fotografia, cinema ecc.). La declinazione autoreferenziale dell'arte è fatto frequente oggi anche in Paesi soggetti all'influenza europea o statunitense: l'autoritratto dell'artista cinese Lui Wei (Il pittore e Hua Guofeng, 1991) evoca, in modo suggestivo, l'espressionismo di Egon Schiele, coniugando modi espressivi occidentali con l'attenzione per il corpo e per l'individuo tipica della cultura orientale contemporanea.

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