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"Per i dati relativi alle autostrade italiane e per quelli relativi ai raccordi e ai trafori autostradali vedi tabelle al lemma del 3° volume." "Per i dati (numero, località, lunghezza) relativi alle autostrade italiane e per quelli relativi ai raccordi e ai trafori autostradali vedi le tabelle a pag. 216 del 3° volume." sf. [sec. XX; auto-+strada]. Sede viaria riservata agli autoveicoli, avente accessi limitati, traffico generalmente su carreggiate a più corsie separate e a senso unico di marcia, nessun attraversamento o incrocio a livello, divieto di sosta o di parcheggio lungo la carreggiata.

Descrizione generale

In Italia l'uso delle autostrade è vietato ai veicoli cingolati, a trattori e macchine agricole e ai motocicli di cilindrata inferiore ai 150 cc. Possono essere: libere o a pedaggio (che non è una tassa ma il prezzo del servizio) e in questo caso con tariffa basata sulla distanza da percorrere; pubbliche, appartenenti cioè al demanio, e private, date in concessione dall'ANAS e soggette alla sua sorveglianza . La prima autostrada del mondo può essere considerata la Milano-Laghi, progettata da P. Puricelli e inaugurata nel 1925; lunga 84,619 km, aveva una larghezza variabile da 11 a 14 m. Nel 1985 la Repubblica Federale di Germania disponeva di 8198 km di autostrade, la Francia di 6274, l'Italia di 5955 e la Gran Bretagna di 2951 "Le reti autostradali europea e statunitense sono illustrate nelle cartine a pag. 217 del 3° volume." . "Per le reti autostradali statunitense e europea vedi cartine al lemma del 3° volume e dell’Aggiornamento 1995." Negli USA la rete autostradale è molto estesa e, pur essendo oggetto di numerose e differenti classificazioni, è distinguibile in due grandi sistemi: le autostrade che attraversano il territorio aperto, rural highway system, e le autostrade urbane (expressway system) che assicurano il rapido movimento di grandi volumi di traffico all'interno delle aree metropolitane e attraverso le città. Nell'expressway system si distinguono le freeways e le parkways, quest'ultime inserite in situazioni ambientali di particolare pregio. Crescente è l'importanza di tali arterie destinate al traffico automobilistico veloce, che vengono non solo proposte dalle pubbliche amministrazioni come risposta pressoché unica ai crescenti problemi delle comunicazioni urbane e territoriali, ma compaiono anche largamente nella cultura urbanistica con le proposte per esempio di Miliutin, Le Corbusier, Hilberseimer o le più recenti di Friedman, Tange, Bakema e altri che ne fanno uno degli elementi più importanti dell'organizzazione urbana futura.

Caratteristiche tecniche

Dal punto di vista tecnico, l'autostrada, per essere considerata tale, deve rispondere a determinati requisiti stabiliti in ogni singolo Stato; tuttavia le autostrade in Europa sono abbastanza simili tra di loro anche per facilitare i grandi collegamenti autostradali su scala continentale, indotti dal turismo in continuo sviluppo. Variano per esempio da Paese a Paese i limiti di velocità consentiti ai vari autoveicoli. In Italia la larghezza complessiva del piano stradale a quattro corsie è stabilita in 24 m e della carreggiata a due corsie in 7,50 m, contro, rispettivamente, i 40 e 7,50 m del Belgio; i 30 e 7,50 m della Repubblica Federale di Germania; i 27 e 7 m della Francia; i 27 e 7,30 m della Gran Bretagna; i 26 e 7 m della Svizzera. Questo indica la maggiore importanza data da alcuni Paesi all'effettiva sede stradale rispetto agli elementi spartitraffico e di banchina. Il regolamento italiano stabilisce inoltre in 3,50 m la larghezza delle corsie quando siano più di due a formare la carreggiata, limitata al 6% la pendenza massima longitudinale e a 215 m il raggio minimo di curvatura orizzontale. Diversamente dai primi tracciati autostradali, essenzialmente costituiti da rettifili, si tende oggi ad alternare a brevi tratti rettilinei lunghi raccordi in forma di clotoide, spirale o parabola, per ottenere una guida più varia (compatibilmente con le alte velocità), più piacevole e, conseguentemente, anche più sicura. Il tracciamento e l'inserimento delle odierne autostrade deve molto all'esperienza delle parkways americane, le prime che abbiano affrontato questo nuovo ordine di problemi. Una volta stabiliti la sezione stradale e il tracciamento dell'autostrada, è necessario lo studio delle opere complementari di sicurezza, assistenza ed esercizio. Per opere complementari di sicurezza si intende il complesso di elementi che regola il traffico (segnaletica, rampe di accesso e di uscita), facilita la guida (delineatori, illuminazione, spartitraffico con piantagioni a verde), protegge gli utenti (guardrails, parapetti); s'intendono invece per opere di assistenza le aree di servizio (ogni 30-40 km) e quelle di parcheggio (ogni 5-10 km); e per opere di esercizio in pratica le sole stazioni di controllo e manutenzione. Per ulteriori questioni tecniche, vedi strada.

Trasporti

La crisi politica ed economica che ha investito il Paese all'inizio degli anni Novanta, ha avuto le sue ripercussioni anche sulla costruzione delle autostrade, che spesso rispondeva a criteri clientelistici più che di reale necessità. Molti cantieri quindi sono stati chiusi, è iniziata invece la costruzione della Livorno-Civitavecchia (37 km nel 1993 sui 200 previsti) ed è stato approvato il discusso raddoppio dell'autostrada del Sole nel tratto appenninico.

Telecomunicazioni

Autostrada della comunicazione (dall'inglese Information Highway), espressione usata, al pari di autostrada informatica o autostrada delle informazioni per indicare un sistema di comunicazioni globale (linee telefoniche, cavi coassiali, computer, video, sistemi elettronici di memorizzazione, satelliti e altri dispositivi) in grado di ridurre notevolmente i vincoli rappresentati dalle distanze e dal tempo, offrendo a imprese, organizzazioni commerciali o singole persone la possibilità di agevoli collegamenti per accedere in tempo reale a un vasto insieme di informazioni e di servizi. La possibilità di utilizzare semplici personal computer (PC) quali terminali attraverso cui entrare nelle case di milioni di persone e offrire agli utenti, direttamente a domicilio, una serie infinita di servizi e programmi rappresenta del resto un mercato molto ambito e dall'enorme potenziale di sviluppo. Si pensi, a titolo di esempio, all'apprendimento a distanza, alla spesa fatta da casa, ai programmi di intrattenimento a richiesta (video on demand), come pure a nuovi servizi sviluppati apposta per le attività professionali, per l'istruzione, per la sanità, per la cultura e persino alla possibilità di svolgere un'attività lavorativa a distanza (telelavoro). Le autostrade della comunicazione, dunque, rappresentano l'infrastruttura su cui si svilupperà il sistema produttivo e commerciale del prossimo futuro e le “strade” lungo cui transitano simultaneamente immense quantità di informazioni di ogni tipo, sotto forma di dati numerici, documenti testuali, elementi grafici, voci o brani sonori, immagini statiche o in movimento, alle quali chiunque sia dotato di un terminale può accedere da qualsiasi punto. Oggi la maggior parte degli ambienti di lavoro dei più svariati settori, come per esempio banche, compagnie di assicurazioni, imprese, aziende, dipendono in maniera preponderante dalla velocità e dalla precisione con cui circolano le informazioni, situazione comune anche negli ambiti più ristretti delle attività professionali e persino nella vita quotidiana di ciascuna persona. Nel prossimo futuro, per esempio, qualunque studente potrà consultare direttamente, tramite il PC domestico, biblioteche elettroniche e archivi di grandi dimensioni, trovando tutte le informazioni che gli possono essere utili per i suoi studi, oppure potrà seguire le lezioni universitarie, anche quelle di corsi attivati in istituti diversi dal proprio, da casa e “ripassare” determinati corsi tenuti in passato. Analogamente, un medico può consultarsi con un collega o con una struttura di ricerca specialistica, inviando e ricevendo tutti i referti clinici necessari; oppure si può fare shopping interattivo senza bisogno di muoversi da casa. Interattività e multimedialità rappresentano i cardini di questo nuovo sistema, con il quale tutti devono imparare a convivere. Questo breve accenno fa intuire un enorme e radicale mutamento dei sistemi di produzione, di organizzazione del lavoro e delle abitudini personali, la cui portata è di sicuro paragonabile a quella manifestatasi a suo tempo con la rivoluzione industriale. Un'infrastruttura in grado di consentire comunicazioni a livello globale richiede almeno per i tronchi principali (le cosiddette dorsali) una sofisticata e complessa struttura tecnologica, costituita da un insieme di dispositivi per le comunicazioni basati su ponti radio, fibre ottiche e satelliti, mentre per i collegamenti periferici si ricorre a fibre ottiche, cavi coassiali, doppini (i cavi telefonici tradizionali) o anche tecniche wireless. Le prerogative tecniche migliori sono offerte dalle linee in fibra ottica, che però hanno un costo elevato. Nel prossimo futuro quasi tutte le informazioni che oggi giungono attraverso l'etere, come le immagini televisive, verranno ricevute via cavo sotterraneo, mentre la maggior parte delle informazioni che oggi arrivano via terra verrà trasmessa via etere. I destinatari in movimento (su auto, navi, aerei, ecc.) verranno raggiunti via radio, mentre per inviare informazioni a punti fissi, come uffici e abitazioni, si ricorrerà alla trasmissione via cavo. La netta distinzione costitutiva tra i sistemi telefonici e televisivi, con caratteristiche e funzioni quasi antitetiche, è destinata ad annullarsi. Il diffondersi dei collegamenti tra calcolatori è stato possibile grazie proprio alla presenza della rete telefonica, la struttura di comunicazione più estesa e insieme capillare finora realizzata, in grado di trasportare informazioni in maniera mirata e simmetrica, cioè tra interlocutori specifici che dialogano da pari a pari. La televisione, invece, trasmette in maniera indiscriminata e asimmetrica, ossia invia un unico messaggio a chiunque lo riceva e non è in grado di accettare risposte, perché incapace di distinguere gli interlocutori. Per rendere sopportabile il costo della rete capillare di cavi e di centrali di commutazione del sistema telefonico è stato necessario sacrificare la capacità del sistema, ossia il numero massimo di informazioni che possono passare per il cavo nell'unità di tempo, indicata come “larghezza di banda”. Questa è perciò limitata al minimo necessario per rendere comprensibili e riconoscibili i suoni della voce umana. Le informazioni che circolano tra calcolatori lungo le reti non sono però limitate a suoni e quindi occorrono dispositivi che adeguino i segnali alle caratteristiche delle linee e che siano poi in grado di ricostruire la forma del segnale. Le modalità di strutturazione dei segnali inviati sulle linee, ossia i protocolli di trasmissione, rivestono infatti una grande importanza. Come differenti tipi di veicoli si presentano ai caselli di ingresso di un'autostrada, così differenti sequenze di informazioni, sotto forma di voce, di immagini, di testi, possono contemporaneamente affacciarsi sull'autostrada digitale. Occorre perciò disporre di una tecnica capace di selezionare e suddividere le informazioni in ingresso per inviarle poi ai rispettivi destinatari. Uno dei principali ostacoli alla realizzazione delle autostrade della comunicazione è costituita dalla digitalizzazione delle informazioni analogiche, tenuto conto che la versione digitale di un film richiede svariate decine di miliardi di byte, equivalenti a un paio di centinaia di CD-ROM. Sono però in via di sviluppo tecniche di compressione dei dati, basate sull'eliminazione di informazioni ridondanti o inutili, in grado di ridurre l'occupazione di memoria di un film a un paio di CD-ROM. L'utente per poter accedere in forma interattiva ai diversi servizi forniti dalle autostrade della comunicazione deve disporre del cosiddetto set top box, costituito da un microprocessore e da un idoneo software. Oggi i cavi a fibre ottiche offrono larghezze di banda enormemente maggiori di quelle dei cavi tradizionali, ma ragioni di costo impediscono di estenderne l'uso anche ai collegamenti periferici; interverranno sistemi informatici piccoli, potenti ed economici per comprimere i dati da un lato e controllare centrali di commutazione sempre più complesse dall'altro. Attualmente non esistono adeguate infrastrutture informatiche a livello globale. Per poter trasformare l'insieme di reti e di calcolatori esistenti in un'infrastruttura di enorme potenzialità è necessario che le reti risultino flessibili nella trasmissione dell'informazione, mettano un complesso di servizi comuni a disposizione di tutti gli utenti e ricorrano a convenzioni comuni per le comunicazioni. Dato che i calcolatori sono in grado di svolgere attività quanto mai varie e possono trasmettere dati a velocità diversissime, è essenziale che l'infrastruttura informatica consenta di trasferire dati da un elaboratore all'altro a vari livelli di velocità, di sicurezza e di affidabilità, con costi proporzionali alla qualità del servizio offerto. A garantire l'accesso agli utenti quando e dove desiderino provvederanno reti senza fili (wireless), basate su sistemi cellulari o su satelliti.

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