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autotrapianto

sm. [da auto-+trapianto]. Intervento chirurgico che prevede l'asportazione, e il successivo impianto, di un tessuto o una struttura formata da una parte del corpo in un'altra. Viene effettuato per esempio nella terapia delle ustioni allo scopo di riparare aree cutanee compromesse, per creare un by-pass fra l'aorta e a valle di un'ostruzione coronarica, usufruendo di brevi tratti di vena (in genere è prelevata la safena), oppure ancora per fungere da guida nella ricostruzione ossea impiantando un frammento di osso in altra zona. Non determina problemi di rigetto, trattandosi di tessuti che appartengono allo stesso individuo. § L'autotrapianto di cellule staminali (o “progenitrici” delle cellule del sangue) prelevate dal sangue periferico del paziente ammalato di emolinfopatie maligne (leucemie, linfogranulomi maligni, mielomi, linfomi) è una nuova strategia terapeutica sperimentata nella cura di tali malattie. Le cellule staminali vengono prelevate dal sangue circolante, congelate in azoto liquido a –200 °C, e reimmesse nel paziente, che viene comunque trattato con la tradizionale chemioterapia. L'autotrapianto di cellule staminali viene praticato prevalentemente in sostituzione del trapianto di midollo, quando non è possibile trovare un donatore o quando il paziente si mostra refrattario alla terapia con interferoni. Le cellule staminali, se non hanno il marcatore leucemico, possono così ripristinare una popolazione di cellule ematiche sane. L'autotrapianto è stato sperimentato anche nel caso del trapianto di cute, in seguito a ustioni estese, eliminando i rischi di rigetto connesso a trapianto di cute da donatore, ma senza prelevare pelle sana da altre parti del corpo. Il metodo consente la crescita in coltura di due elementi costitutivi della pelle umana (cheratinociti e fibroblasti) fino a costituire “foglietti” di 7 cm per 8. Tali “foglietti” vengono poi trapiantati sul paziente. Rispetto all'autotrapianto diretto di cute (la tecnica più usata finora), questo metodo presenta il vantaggio di consentire la disponibilità di quantità di cute sufficienti da utilizzare in caso di ustioni particolarmente estese, senza doverle prelevare da altre regioni del corpo. È stato inoltre sperimentato anche l'autotrapianto di condrociti (cellule della cartilagine) in caso di lesioni alle cartilagini del ginocchio. I condrociti vengono prelevati da un'altra zona cartilaginea sana dello stesso paziente, coltivate in vitro per 2 o 3 settimane e poi iniettate nella zona della lesione.