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avvoltóio

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Lessico

(ant. avoltóio, avoltóre, avvoltóre), sm. [sec. XIII; latino vulturíus]. Denominazione comune attribuita agli Uccelli dell'ordine degli Accipitriformi dell'ordine dei Catartiformi, caratterizzati da regime alimentare a base di carogne. Fig., persona avida e rapace: quell'avvoltoio non mi dà tregua perché vuole subito i soldi.

Zoologia: generalità

Gli avvoltoi vengono suddivisi in due gruppi: gli avvoltoi del Nuovo Mondo, che costituiscono la famiglia dei Catartidi (Catartiformi), e gli avvoltoi del Vecchio Mondo, che compongono, con altri rapaci, la famiglia degli Accipitridi (Accipitriformi). La somiglianza degli avvoltoi del Vecchio e del Nuovo Mondo è da attribuire a un fenomeno di convergenza evolutiva.

Zoologia: le specie nel Nuovo Mondo

Sei sono le specie attuali di avvoltoio del Nuovo Mondo, caratterizzate, da un punto di vista anatomico, dalla posizione delle narici, che sono disposte alla base del becco e non sono separate da un setto osseo, nonché dall'assenza del siringe. Due specie di avvoltoi americani sono note con il nome particolare di condor e vivono rispettivamente sulle Ande (Vultur gryphus) e sulle montagne della California (Gymnogyps californianus). L'avvoltoio papa (Sarcoramphus papa), che vive nelle zone boscose dell'America centrale e meridionale, si fa notare, tra tutti gli avvoltoi, per la vivacità e il contrasto dei suoi colori: caruncole rosse in corrispondenza del capo, piumaggio in prevalenza bianco, collare grigio alla base del collo, occhio chiaro. È detto anche avvoltoio reale o re degli avvoltoi. Per il colore rosso del capo e del collo, nudi e rugosi, si fa prontamente riconoscere anche l'avvoltoio tacchino (Cathartes aura), diffuso dall'America tropicale sino agli Stati Uniti e al Canada, formidabile divoratore di ogni materiale animale più o meno putrescente. Raggiunge una lunghezza di circa 70 cm e un'apertura alare di 175 cm. Specie simili sono Catarthes burrovianus, dal capo giallo, e Catarthes melambrotus, a diffusione più meridionale. Come l'avvoltoio nero o urubu (Coragyps atratus), di poco più piccolo, gli avvoltoi tacchino si avventurano alla ricerca di cibo nell'interno di città e villaggi.

Zoologia: le specie nel Vecchio Mondo

Gli avvoltoi del Vecchio Mondo sono presenti in Europa, Africa e Asia, e appartengono a diversi generi (Torgos, Aegypius, Trigonoceps, Gyps, Pseudogyps, Gypohierax e Gypaetus). Taluni di essi sono noti con il nome di grifone, gipeto, capovaccaio. Il gipeto è anche detto avvoltoio degli agnelli. Tra le altre specie ricordiamo l'avvoltoio monaco (Aegypius monachus), un tempo piuttosto frequente in Sardegna e Sicilia, oggi quasi scomparso dal territorio italiano; lungo sino a oltre 1 m, raggiunge una apertura alare di 310 cm e presenta un piumaggio bruno-scuro uniforme, collo nudo con pelle di colore blu-rosa, collarino grigiastro. È ancora presente in Spagna e nella Penisola Balcanica, oltre che in Africa, Turchia e Asia minore. Proprio del continente africano è l'avvoltoio orecchiuto (Torgos tracheliotus), così chiamato per le ampie pliche cutanee che gli pendono in corrispondenza della regione delle orecchie; si tratta di una delle specie più grandi, con un'apertura alare che può arrivare a 266 cm. Pure africano e assai comune è l'avvoltoio dal cappuccio (Necrosyrtes monachus), più piccolo (solo 176 cm di apertura alare), mentre tipico del continente asiatico è l'avvoltoio reale o avvoltoio calvo (Torgos calvus=Sarcogyps calvus), così chiamato per avere il capo, oltre che parte del corpo e delle cosce, del tutto privo di penne e di colore rosso. È di dimensioni di poco inferiori all'avvoltoio orecchiuto. Gli avvoltoi attaccano le carcasse degli animali grazie alla vista acutissima di cui sono dotati, volteggiando lentamente per ore e ore, spesso a grande altezza. Probabilamnte alcune specie hanno anche un olfatto sviluppato. Generalmente gregari, gli avvoltoi, eliminando residui animali di ogni tipo anche all'interno dei centri abitati, giocano un ruolo ecologico (oltre che igienico-sanitario) di primaria importanza nelle regioni equatoriali e tropicali.

Etologia

Molto si è discusso sulle capacità olfattive degli avvoltoi e su come essi trovino le carcasse di cui cibarsi. Si ritiene che solo Cathartes aura sia in possesso di un senso dell'olfatto ben sviluppato con il quale è in grado di localizzare perfino carcasse sotterrate, e forse qualche altro avvoltoio del Nuovo Mondo. Gli avvoltoi del Vecchio Mondo sembrano invece assolutamente incapaci di percepire odori e trovano le carcasse basandosi sulla vista, aiutati eventualmente dai movimenti di altri animali sul terreno. Il volo rettilineo di un avvoltoio verso il cibo è un segnale per gli altri avvoltoi, che prenderanno la stessa direzione del primo. In genere, sia negli avvoltoi del Nuovo Mondo sia in quelli del Vecchio Mondo, individui di diverse specie di affollano contemporaneamente intorno ai resti di un animale morto. Qui l'ordine di nutrizione è piuttosto rigido: gli avvoltoi delle specie più grandi prevalgono su quelli più piccoli. Se la carcassa è intera, tuttavia, questo è vantaggioso per tutti, dato che solo i più grandi sono in genere capaci di smembrarla, di solito partendo dagli orifici naturali. Uno degli ultimi a nutrirsi è il capovaccaio, di piccola mole e fornito di un becco sottile specializzato nello strappare i residui di carne dalle ossa. Il gipeto, di grandi dimensioni, che pure si nutre di carne, può anche alimentarsi con midollo delle ossa, che porta in alto e lascia cadere nei dirupi rocciosi. Intorno alle carcasse degli animali morti, in genere gli avvoltoi riescono a tenere a bada i mammiferi della mole dello sciacallo, ma sono allontanati dai predatori più grandi, come i leoni e le iene.