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azotemìa

sf. [da azoto+-emia]. Contenuto di azoto non proteico, che rimane nel sangue dopo l'eliminazione delle proteine mediante appositi reagenti. Tale azoto è rappresentato da urea, ammino-acidi, acido urico, creatina e creatinina ed è un indice delle scorie azotate presenti nel sangue. L'urea è la frazione preminente, per cui si identificano i suoi valori con quelli dell'azoto non proteico. In rapporto a vari stati patologici l'azotemia, che normalmente varia da 11-50 mg/dl, può subire una riduzione o un aumento. Si ha ridotta azotemia nelle condizioni di grave insufficienza epatica, o in caso di dieta ipoproteica. Le iperazotemie possono essere di origine renale (insufficienza renale acuta o cronica) ed extrarenale,(squilibrio idro-elettrolitico, squilibrio acido-basico, eccetera).