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azzurro

agg. e sm. [sec. XIV; dal persiano lāžward, tramite l'arabo lāzwardī, lapislazzuli].

1) Agg., che ha il colore del cielo sereno, nella gradazione compresa tra il celeste, più chiaro, e il blu, più scuro: lago azzurro; occhi azzurri; anche estens.: principe azzurro, il giovane ideale che le fanciulle sognano di sposare; l'arma azzurra, l'aeronautica.

2) Sm., il colore stesso, corrispondente, in ottica, alle lunghezze d'onda comprese tra 4900 e 4550 Å. È intermedio, nello spettro solare, tra il verde e l'indaco. In araldica, uno dei cinque colori principali dello scudo. Presente nello scudo reale francese, è considerato il colore più nobile. In Italia fu distintivo dei Guelfi. Con sensi estens.: A) il cielo sereno; la distesa del mare: volare, navigare nell'azzurro. B) In chimica, indica genericamente i coloranti e i pigmenti inorganici e organici di colore azzurro. Tra quelli inorganici i più noti sono il carbonato basico di rame o azzurro di rame, l'azzurro di Berlino, più noto come blu di Prussia, e l'azzurro di cobalto, Al₂CoO4, usati per inchiostri da stampa e come pigmenti per pitture. Tra i pigmenti organici, usati per tinture di fibre tessili e per la preparazione di lacche, i più noti sono l'azzurro d'alizarina, l'azzurro d'anilina, l'azzurro alcol. C) Atleta che fa parte della squadra nazionale italiana negli incontri internazionali, così chiamato dal colore delle maglie della divisa sportiva: gli azzurri hanno deluso; anche agg.: la formazione azzurra.

3) Ant., azzurro o pietra azzurra, lapislazzuli.

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