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bòlo

sm. [sec. XIV; dal greco bṓlos, zolla, tramite il latino tardo bōlus, grossa pillola].

1) Piccola massa di cibo commista a saliva che si forma durante la masticazione prima della deglutizione (bolo alimentare). Bolo isterico, sensazione di costrizione alla gola frequente nei soggetti isterici, come per la presenza di un corpo estraneo che non si possa deglutire. Anche: in bolo, loc. indicante la somministrazione di un preparato farmaceutico per via endovenosa, dato in forma unica quando si desidera un effetto immediato.

2) Forma farmaceutica di aspetto sferico o cilindrico simile alla pillola, ma di più grandi dimensioni; è prevalentemente destinato a uso veterinario.

3) Termine in uso a Murano per indicare la pasta vitrea appena uscita dalla fornace, non ancora lavorata e allo stato viscoso. Si usa come adesivo per l'imprimitura in oro di oggetti non metallici. Detto anche bolo armeno o bolarmenico.

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