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bòssolo¹

(ant. o regionale bùssolo), sm. [sec. XIV; dal latino tardo bŭxis-ídis, risalente al greco pyxís-ídos].

1) Barattolo, generalmente di legno, per contenere profumi o unguenti; anche bussolotto per i dadi.

2) Urna per le votazioni: “quelle pallottole che nel bianco bossolo si mettevano, favorivano il ballottato” (Bembo). Anche cassetta per raccogliere elemosine.

3) Componente principale della cartuccia, costituito da un tubetto chiuso a un'estremità e atto a contenere l'innesco, la polvere e il proiettile che, nel caso delle cartucce a palla, fuoriesce per circa 3/4 ed è trattenuto dalla crimpatura. Le parti del bossolo sono il fondello, il corpo, il colletto e, nei bossoli a bottiglia, la spalla. Il bossolo è metallico (ottone) per le cartucce a palla, mentre per quelle a pallini può essere di cartone o plastica, sempre con il fondello rivestito di ottone. Il compito balistico del bossolo è quello di garantire la tenuta dei gas al momento dello sparo; ciò è dato dalla dilatazione del colletto che, abbassatasi la pressione, deve restringersi nuovamente per facilitare l'estrazione del bossolo. Di qui l'importanza del materiale usato e l'impiego per ca. un secolo dell'ottone, che, alle doti di elasticità, unisce la resistenza alla corrosione e l'inerzia chimica. L'impiego dell'acciaio, iniziato dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale a motivo della carenza di rame e zinco, divenne molto diffuso dopo il 1945 e oggi sono numerosi i Paesi (tra i quali Russia, Francia e Svizzera) che ne fanno uso, proteggendo le superfici esposte mediante laccatura o leggero rivestimento di ottone.

4) Parte del supporto di un albero destinato ad attraversare la parete di un recipiente contenente un fluido sotto pressione. È costituito essenzialmente da una camera cilindrica, di diametro considerevolmente maggiore di quello dell'albero, nella quale si introduce il materiale di guarnizione atto ad assicurare la tenuta.

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