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bartonellòsi

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Medicina

sf. [dal nome della Bartonella bacilliformis+-osi]. Malattia infettiva, detta anche malattia di Carrión, provocata dalla presenza della Bartonella bacilliformis nel sangue e nei tessuti. La bartonellosi è diffusa nelle valli delle Ande in Perú, Cile, Bolivia e Colombia e viene trasmessa all'uomo con la puntura di diverse specie di flebotomi. È caratterizzata, all'inizio, da malessere, astenia e febbricola; in un secondo tempo da anemia e febbre elevata (febbre di Oroya). Dopo alcune settimane compaiono le manifestazioni cutanee e mucose che consistono in papule o verruche polimorfe (verruca peruviana). Per la profilassi si impiegano insetticidi, onde distruggere i flebotomi vettori, e per la terapia ci si avvale degli antibiotici a largo spettro.

Veterinaria

Malattia il cui agente eziologico è un parassita ematico di forma variabile: coccoidale, bastoncellare, o ad anello. Le bartonelle sono state riscontrate in vari animali da cui prendono il nome: muris, canis, felix, bovis, tyzzeri. Nella totalità dei casi queste infezioni passano inosservate, ma possono divenire patogene per l'animale allorché si pratica la splenectomia o in concomitanza di un'altra infezione: così per il ratto, il cane, il bovino e la capra. Per il gatto invece l'infezione assume un andamento che può avere un decorso acuto, subacuto, cronico. Nella forma acuta si hanno temperatura elevata, anemia emolitica, policromatofilia, anasocitosi. La Bartonella tyzzeri è stata riscontrata nelle cavie splenectomizzate.

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