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battésimo

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Lessico

(ant. battésmo), sm. [sec. XIV; dal greco baptismós, propr. immersione, tramite il latino eccl. baptismus].

1) Rito di abluzione mediante il quale si entra a far parte della comunità dei credenti: amministrare, impartire, ricevere il battesimo; tenere qualcuno a battesimo, esserne il padrino o la madrina; nome di battesimo, imposto al battezzando durante il rito.

2) Per estensione, cerimonia o avvenimento che abbia valore d'inaugurazione, d'iniziazione o di primo contatto con una nuova esperienza: battesimo di una nave, benedizione religiosa e imposizione del nome prima del varo; battesimo del fuoco, la prima partecipazione di un soldato al combattimento; battesimo dell'aria, il primo volo; battesimo dell'equatore, scherzosa cerimonia con cui sulle navi si festeggia chi passa per la prima volta la linea dell'equatore.

Religione: generalità

Nel cristianesimo è il sacramento (accettato da quasi tutte le confessioni) istituito da Gesù (Giovanni 3,5; Matteo 18,19; Marco 16,16), che rende l'uomo figlio adottivo di Dio e lo inserisce nella comunità dei fedeli. Nell'Antico Testamento era preannunciato nei riti di lustrazione (Zaccaria 13,1; Ezechiele 36,24 seg.) e nel giudaismo precristiano fu praticato sicuramente da Giovanni detto il Battista, in senso annunciatorio della Nuova Alleanza: “Io vi battezzo con acqua per farvi convertire; ma colui che viene dopo di me... vi battezzerà con lo Spirito Santo” (Matteo 3,11). Il battesimo di Gesù ricevuto da Giovanni servì a rivelare il Messia a Israele (Giovanni 1, 31) e lo consacrò al ministero messianico. Secondo la dottrina cattolica il battesimo cancella il peccato originale e i peccati personali, operando gli effetti in forza di se stesso (ex opere operato). I pelagiani e i protestanti, tra gli altri, hanno contestato tali effetti e il modo di essere prodotti, gli uni facendo consistere l'opera della salvezza nella volontà umana, gli altri non ammettendo un'intrinseca santificazione né un peccato originale trasmissibile. La Chiesa cattolica considera valido il battesimo conferito da altre confessioni cristiane e, imprimendo esso il carattere come un “sigillo” (Efesini 4,30), non lo fa più ripetere a coloro i quali da esse provengono. Il battesimo si compie mediante abluzione di acqua (la “materia” del battesimo) o immersione, con il pronunciamento contemporaneo, da parte del “ministro del battesimo”, della formula: “Io ti battezzo in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (“forma” del battesimo); può riceverlo ogni uomo che creda in Cristo e sia pentito dei peccati. Già dai sec. II e III entrò in uso il battesimo dei bambini, non accettato da Pietro de Bruys (sec. XIII) e da alcuni riformatori del sec. XVI. A sostituire l'atto di fede dei bambini fu creata la figura del padrino. Oggi, dopo il Concilio Vaticano II, anche il sacramento del battesimo viene considerato con intento innovatore: presso diverse commissioni episcopali sono vagliate esperienze atte a conferire al battesimo una maggiore consapevolezza da parte del battezzando (per esempio somministrando il sacramento del battesimo in un certo numero di stadi separati in un giusto lasso di tempo), tenendo anche in considerazione l'ambiente familiare sotto l'aspetto religioso. Il parroco annota in un registro il nome, la paternità e la maternità del battezzato, nonché la data del battesimo. La prova dell'avvenuto battesimo può essere data anche da un solo testimone o dallo stesso battezzato in età adulta. La Chiesa cattolica sostiene la necessità, per la salvezza, del battesimo sacramentale, cui è equiparato, in caso d'impossibilità di questo, il battesimo di sangue (martirio) e il battesimo di fuoco (carità perfetta). Nei primi secoli del cristianesimo il battesimo veniva conferito la vigilia di Pasqua o di Pentecoste, ed era sempre solenne, preceduto da un periodo di penitenza e di preghiere. Oggi per il battesimo in forma solenne s'intende quello conferito con la normale liturgia, distinguendo il battesimo degli adulti da quello dei bambini. Ministro del battesimo degli adulti è il vescovo o un suo delegato, mentre per il battesimo dei bambini il ministro è il parroco o un suo delegato. Attualmente si preferisce somministrare il battesimo in forma comunitaria perché, dato che con esso un nuovo membro entra a far parte della comunità cristiana, è giusto che sia la comunità stessa ad accoglierlo. Per il battesimo dei bambini, l'intenzione di ricevere il sacramento e la dichiarazione di fede sono espresse dai genitori. Il codice di diritto canonico (can. 867) stabilisce che i genitori hanno l'obbligo di provvedere affinché i figli vengano battezzati nelle prime settimane di vita e lascia loro la libertà di scelta del nome. Ministro del battesimo in caso di urgente necessità (pericolo di morte del battezzando) può essere qualsiasi persona, anche un pagano, purché abbia l'effettiva intenzione di impartire il battesimo e pronunci l'esatta formula trinitaria stabilita dalla Chiesa. In questi casi il battesimo viene somministrato in forma “privata”.

Religione: significato spirituale del battesimo

Le cerimonie che compongono il rito del battesimo posseggono una grande ricchezza di significati spirituali che san Gregorio Nazianzeno riassume in brevi quanto sostanziosi concetti: si dice dono, perché è dato a coloro che nulla prima hanno dato; grazia, perché concesso a chi anzi è debitore; battesimo perché il peccato viene seppellito nell'acqua; unzione, perché sacro e regale; illuminazione, perché è splendore; veste, perché ricopre la nostra ignominia; lavacro, perché purifica; sigillo, perché conserva ed è segno di dominazione. San Paolo approfondisce da pari suo il concetto di battesimo come seppellimento: “Ignorate forse che quanti fummo battezzati in Gesù Cristo fummo battezzati nella sua morte? Fummo dunque sepolti con lui nella morte mediante il battesimo, affinché, come il Cristo è risorto da morte per la gloriosa potenza del Padre, anche noi camminiamo in una vita nuova” (Epistola ai Romani 6,3-4). Come infatti il Cristo, avvicinandosi alla sua morte, raggiunge il traguardo della sua vita, la redenzione, così il cristiano con il battesimo tocca il momento centrale della sua esistenza di morte al peccato e di vita alla grazia. Da questo parallelo tra la vita del Cristo e quella del cristiano deriva l'incorporazione del nuovo battezzato a Gesù Cristo attraverso il suo Corpo Mistico, la Chiesa, di cui il nuovo cristiano è membro. Verso gli altri membri non lo lega solo un rapporto da uomo a uomo, ma anche di membro a membro, un rapporto cioè che trascende la semplice solidarietà umana e si sublima nella carità. Ogni membro del Corpo di Cristo riceve il dono dello Spirito Santo, che è Spirito di Cristo, per cui si pensa e si giudica come Cristo (Filippesi 2,5). Ma nessuno s'avvicina a Cristo e tanto meno appartiene al suo Corpo Mistico senza che scenda benefica su di lui la sua grazia redentrice, per cui il battesimo è remissione dei peccati e segno di elezione. § La prova scritturale dell'istituzione del battesimo sta in quelle parole che Gesù dice a Nicodemo: “Chi non rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo non può entrare nel Regno di Dio” (Giovanni 3,5). Gli apostoli hanno amministrato il battesimo fin dal giorno della Pentecoste e ne hanno continuato la pratica nei loro viaggi apostolici: Filippo battezza i convertiti di Samaria; san Pietro dice ai suoi ascoltatori: “Fate penitenza e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei vostri peccati” (Atti degli Apostoli 10,47). Il dogma dell'istituzione del battesimo fu definito dal Concilio di Trento (sessione VII). Contro la teoria della teologia liberale e del modernismo che vorrebbe far derivare il battesimo dai riti di purificazione in uso presso i diversi popoli, la Chiesa ha ribadito l'istituzione divina del battesimo come sacramento e come atto che trascende ogni significato di semplice purificazione, in quanto rigenerazione totale della vita dell'uomo in Cristo e inizio del suo destino soprannaturale.

Religione: riti popolari

Costumanze popolari, soprattutto in passato, facevano da contorno al rito battesimale, accentuando il carattere festoso della ricorrenza e dando rilievo all'entrata di un nuovo membro nella comunità cristiana. Specialmente nell'Italia centromeridionale e nelle isole il neonato non ancora battezzato veniva chiamato “turchetto” o “pagano”. Per il battesimo il neonato è rivestito di una veste bianca a significare il suo stato d'innocenza. Molto importante era nel passato l'istituto del padrino e della madrina, che per la famiglia del neonato diventavano veri “compari” con relazioni di vera parentela spirituale. Questi vincoli tendono ad attenuarsi, ma non sono scomparsi del tutto. Per il nome da dare al bambino un'antica tradizione elencava prima i nomi dei nonni paterni, poi di quelli materni e di seguito quelli degli zii; talora hanno la precedenza i nomi dei parenti morti. Durante la cerimonia del battesimo il neonato veniva tenuto in braccio dal padrino (o dalla madrina); la madre non partecipava mai al battesimo e riceveva il bimbo a letto, anche se il battesimo avveniva parecchi giorni dopo la nascita. All'uscita dalla chiesa, in segno di allegria, si sparava in aria, mentre i padrini gettavano confetti, nocciole, fave, frumento e talora danaro. Dopo che il bimbo era stato riconsegnato alla madre, la famiglia offriva un rinfresco a base di confetti, mandorle, noci, zuccherini, uova sode, vino o rosolio e caffè.

Arte

Già nell'arte paleocristiana appare la rappresentazione del battesimo, inizialmente con uno schema abbastanza semplice. Infatti, come nell'Annunciazione, la scena si svolge intorno a due figure (Gesù e il Battista), ma, a differenza della prima, all'aria aperta. Nel più antico esempio (affresco della catacomba di San Callisto a Roma, sec. II) Gesù è raffigurato come un bambino. Dal sec. VI al XIII ha figura di adulto ed è immerso nelle acque del Giordano (battistero degli Ortodossi e quello degli Ariani a Ravenna, sec. VI). Dal sec. XIV l' iconografia muta: Gesù, coperto da un lino ai fianchi, non è più immerso (bassorilievo di A. Pisano, porta del battistero di Firenze; dipinto del Verrocchio agli Uffizi) e il Battista gli versa sul capo l'acqua lustrale. Tra gli elementi accessori della scena, la personificazione del Giordano scompare ben presto, fuori dell'area bizantina, mentre permane la colomba dello Spirito Santo e compaiono figure di angeli che assistono alla scena. Diradandosi la costruzione di battisteri e fonti battesimali, il tema del battesimo divenne sempre più secondario tra i sec. XVI e XVIII (da ricordare gli affreschi di G. B. Tiepolo nella Cappella Colleoni a Bergamo).

Bibliografia

B. Marchetta, La materia e la forma del Battesimo nella Chiesa di S. Ambrogio, Milano, 1940; I. Biffi, Il Battesimo, Casale Monferrato, 1986.