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bauxite

(meno comunemente baussite), sf. [sec. XIX; dal centro francese di Les Baux-de-Provence], roccia d'alterazione superficiale costituita da una miscela di ossidi e idrossidi di alluminio quali il diasporo, la boehmite e la gibbsite, talora sotto forma di geli (derivanti da silicati e allumosilicati che costituivano la roccia originaria) con altri materiali di natura varia, quali silice, ossidi e idrossidi di ferro e manganese, ossido di titanio, carbonati e minerali argillosi. È utilizzata soprattutto per l'estrazione di alluminio: sotto il profilo economico hanno maggior pregio le bauxite ad alto tenore (dal 60 al 75%) di allumina (Al₂O₃) derivanti da sieniti e sieniti a feldspatoidi. I principali giacimenti di bauxite si trovano in Australia, in Guinea, a Giamaica, nella Guyana, nel Suriname, in Ungheria, in Brasile, in India e nel Venezuela. La bauxite è anche utilizzata nella preparazione di cementi a presa rapida, di refrattari e abrasivi. Bauxite di terra rossa sono dette le rocce a composizione chimica analoga derivanti dall'alterazione delle impurità insolubili contenute in rocce calcaree e accumulate in tasche anche di notevole potenza; esempi di questo tipo si hanno nel Carso, in Abruzzo, in Puglia, in Gran Bretagna e in Francia. § Negli operai addetti all'estrazione e alla lavorazione della bauxite può talvolta manifestarsi un'intossicazione cronica conseguente alla penetrazione nelle vie respiratorie di fini particelle del materiale. L'intossicazione professionale da bauxite ha i caratteri di una tipica pneumopatia (pneumoconiosi) che ricorda in parte il quadro della silicosi, ma si differenzia per la sua rapida evoluzione.

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