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bernésco

agg. (pl. m. -chi) [sec. XVI; dal nome di F. Berni]. Tipico del Berni: mettere in bernesco, mettere in burla; alla bernesca, in modo beffardo, satirico.

Poesia bernesca

Genere di poesia satirica e burlesca, di intonazione antiletteraria e antipetrarcheggiante, che ebbe larga fortuna e numerosi cultori per ca. tre secoli a cominciare dalle Rime di F. Berni, le cui edizioni iniziarono a diffondersi in edizioni curate nel 1537, due anni dopo la morte del poeta. Pur nell'intonazione popolareggiante e antipedantesca, costituì in gran parte un campo di esercitazione preminentemente letteraria, in cui primeggiarono, tra i tanti, oltre a Berni, Pietro Aretino e il fiorentino Antonfrancesco Grazzini detto il Lasca. Oltre i temi della satira antiumanistica e della critica di costume, svolti sempre in tono di leggerezza beffarda, la poesia bernesca prese a contenuti quelli più banali o buffi della vita quotidiana, trattati spesso con finta serietà, o volse l'atteggiamento scettico e corrosivo verso situazioni serie e personaggi illustri.

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