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bibliografìa

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Lessico

sf. [sec. XVIII; biblio-+ -grafia].

1) Disciplina che studia i sistemi di catalogazione dei libri e s'incarica di fornire cataloghi e inventari di biblioteche, repertori di opere letterarie, scientifiche,ecc.

2) Opera che contiene un elenco sistematico, spesso critico e ragionato, di scritti relativi a una data materia.

3) Il complesso delle opere, saggi, articoli ecc. che sono stati scritti su un dato argomento.

4) Sezione di un periodico riservata agli annunci dei libri di recente pubblicazione.

5) Elenco di opere relative all'argomento trattato che si trova all'inizio o alla fine di una monografia.

Storia: dalle origini al XVII secolo

Nel senso più ampio del termine la bibliografia è lo studio del libro come oggetto materiale; ma alla descrizione del libro e allo studio dei suoi caratteri esteriori si dà più esattamente il nome di bibliologia, riservando quello di bibliografia all'elencazione sistematica di libri organicamente raggruppati in base a un elemento qualsiasi: l'argomento, l'autore, il luogo di edizione o anche la biblioteca cui appartengono, le illustrazioni ecc. Si suole considerare come primo esempio di bibliografia l'opera dell'erudito Callimaco di Cirene (sec. IV-III a. C.), che in 120 libri elencava i volumi della biblioteca di Alessandria; ma a parte questo e altri simili esempi dell'antichità, di cui poco sappiamo, e a parte alcune opere medievali di genere analogo, le prime bibliografie moderne (anche se il termine bibliografia verrà usato in senso proprio solo nel Seicento) sono opera di eruditi del Quattrocento e del Cinquecento, come il Liber de scriptoribus ecclesiasticis (1494) di Johann Tritheim, che elenca ca. 7000 opere di ca. mille autori ecclesiastici, prima bibliografia speciale (cioè limitata alle pubblicazioni attinenti a una data materia). Nel 1545 fu pubblicata la prima bibliografia universale (cioè bibliografia che intende elencare tutti gli scritti noti): la Bibliotheca universalis sive Catalogus omnium scriptorum locupletissimus in tribus linguis, latina, graeca et hebraica di Konrad Gesner comprendente ca. 13 000 titoli. Nel 1548 compare il primo esempio di bibliografia nazionale (cioè bibliografia degli autori di una sola nazione): l'Illustrium maioris Britanniae scriptorum summarium di John Bale. Opera analoga per l'Italia si ha nel 1550-51 con le Librarie di A. F. Doni; per la Germania, nel 1582, l'Illustrium Germaniae scriptorum catalogus del Callidius (C. Loos); per la Francia, nel 1584, la Bibliothèque Française di Français de la Croix du Maine e nel 1585 l'opera dallo stesso titolo di Antoine du Verdier. L'intensa attività bibliografica del tempo porta nella metà del secolo seguente alla comparsa di una bibliografia delle bibliografie: la Bibliotheca bibliothecarum di Ph. Labbé (1664).

Storia: dal XVIII al XX secolo

Nel Settecento tra le grandi compilazioni erudite molte sono le bibliografie, per tutti i campi dello scibile: da quelle del Fabricius per le letterature latina e greca, a quelle del Maittaire e del Panzer per la storia della stampa, a quelle del De Bure e del Vogt per i libri rari, a quelle del Fontanini e dell'Haym per i libri italiani. Verso la metà dell'Ottocento raggiungono un alto grado di completezza le bibliografie universali, con le compilazioni di F. A. Ebert (Allgemeines bibliographisches Lexicon; 1830, Dizionario bibliografico universale), di J. Ch. Brunet (Manuel du libraire et de l'amateur de livres, prima edizione 1810, edizione definitiva in 6 volumi 1860-65), di Denis-Pinçon-Leroux de Lincy (Nouveau dictionnaire de bibliographie universelle; 1857, Nuovo dizionario di bibliografia universale), di Th. Graesse (Trésor des livres rares et précieux; 1859-69, Tesoro dei libri rari e preziosi, in 7 volumi). Negli stessi anni tocca il suo culmine anche la bibliografia delle bibliografie, con le opere di J. Petzholdt (Bibliotheca bibliographica, 1866) e di altri. La bibliografia, pur con gli indirizzi e le prospettive nuove dovute anche ai nuovi metodi della documentazione e dell'informazione, prosegue sulla stessa via. I principi teorici e le norme pratiche della moderna bibliografia sono esposti in opere fondamentali quali quelle di G. Schneider (Handbuch der Bibliographie; 1926 e seguente, Manuale di bibliografia) e di L. N. Malclès (Les sources du travail bibliographique; 1950 e seguente, Le fonti del lavoro bibliografico). Grande importanza hanno le bibliografie nazionali correnti, che registrano periodicamente tutto quanto in ogni nazione si viene man mano pubblicando: in Italia la Bibliografia nazionale italiana, curata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (con questo titolo dal 1958; in precedenza dal 1886 col titolo Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa); in Francia la Bibliographie de la France (Bibliografia della Francia), curata per la parte ufficiale dalla Bibliothèque Nationale di Parigi dal 1811; in Gran Bretagna la British National Bibliography (Bibliografia nazionale britannica), edita dal British Museum di Londra dal 1950, ma con precedenti analoghi dal 1835; negli Stati Uniti il Cumulative Book Index (Indice cumulativo dei libri); in Germania il Deutsches Bücherverzeichnis (Catalogo dei libri tedeschi), che prima dell'unificazione era la bibliografia nazionale della Repubblica Democratica Tedesca, e l'Halbjahres-Verzeichnis (Catalogo semestrale), edito dalla Biblioteca Nazionale di Francoforte. In generale il XX secolo ha visto lo sforzo comune per un'unificazione dei cataloghi e delle regole bibliografiche: sono state elaborate delle norme internazionali (ISBD, International Standard Bibliographic Description) e l'UNESCO ha creato in molti Paesi una commissione nazionale con il compito di redigere periodici rapporti sullo stato dell'informazione bibliografica. L'evoluzione tecnologica ha inoltre permesso la consultazione in linea di cataloghi e, in alcuni casi, la digitalizzazione dei più importanti volumi.

Bibliografia

A. Saitta Revignas, Elementi di bibliografia generale, in “Notizie introduttive e sussidi bibliografici”, Milano, 1965; G. Guerrieri, Linee di biblioteconomia e bibliografia, Napoli, 1971; L. Balsamo, La bibliografia. Storia di una tradizione, Milano, 1984.

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