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bisógno (scienze umane)

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Definizione

Mancanza di risorse materiali o immateriali necessarie a un soggetto individuale o collettivo per raggiungere uno stato di maggior benessere, o di minor malessere, rispetto a quello attuale.

Psicologia

Abitualmente i bisogni si dividono in primari e secondari. I primi sono innati, determinati dalla struttura biologica dell'organismo e necessari alla conservazione dell'individuo o della specie. Esempi ne sono la fame, la sete, il sonno, il bisogno di ossigeno, ecc. Il tipico bisogno primario che tende alla conservazione della specie è quello sessuale. I bisogni secondari sono tensioni create dall'individuo stesso, sono appresi e derivano dall'ambiente sociale in cui l'individuo si sviluppa. Tra questi molto importanti sono il bisogno di achievement e quello di affiliazione. Le varie correnti psicologiche hanno portato contributi diversi alla conoscenza dei bisogni. Gli psicanalisti infantili (J. Bowlby, R. A. Spitz) si sono occupati dell'esistenza di bisogni psicologici di base che, pur non rientrando nella definizione classica di bisogni primari, sono necessari alla sopravvivenza e alla crescita dell'individuo. Freud ipotizzò l'esistenza del bisogno di punizione, espressione della pulsione di morte, per spiegare la tendenza di alcuni individui a ricercare situazioni umilianti e penose. Gli autori della scuola neobehaviorista si sono interessati al passaggio dalla condizione di bisogno all'azione mirata alla eliminazione del bisogno stesso. In particolare C. Hull ha postulato che una condizione di bisogno genera uno stato di tensione, o drive, all'interno dell'organismo, che stimola ad agire. Inizialmente il comportamento sarà casuale, ma per prove ed errori l'organismo troverà prima o poi ciò che gli è necessario per ridurre la sua condizione di bisogno (need reduction). La riduzione del bisogno genera di conseguenza una riduzione del drive. Si ritiene inoltre che i comportamenti che hanno portato a una riduzione del bisogno vengano appresi più rapidamente (legge dell'effetto). Su queste basi è stata costruita la teoria della motivazione, accettata da gran parte degli autori di scuola behaviorista. Esiste comunque qualche incertezza nelle definizioni; alcuni autori non fanno distinzione tra bisogno, drive e motivo o motivazione. In particolare, per qualche autore il concetto di bisogno è sovrapponibile a quello di motivo, il che rende inutile postulare l'esistenza dello stato di drive, essendo il comportamento direttamente originato dalla mancanza che è alla base della condizione di bisogno. Altri autori, in particolare la scuola della Gestalt, si sono occupati degli effetti che uno stato di bisogno produce sulle prestazioni di un individuo. In particolare si è osservato che uno stato di bisogno può modificare selettivamente le capacità percettive fino a portare a falsi riconoscimenti in cui viene allucinato l'oggetto del bisogno. L'importanza attribuita ai bisogni nel comportamento è stata criticata da alcuni autori, prevalentemente legati a schemi interpretativi derivati dalla cibernetica e dalla teoria dell'informazione.

Sociologia

In genere il bisogno è ritenuto motivo diretto o indiretto dell'azione sociale e come tale è presente spesso nelle analisi sociologiche, con differenti varianti di significato. Già a partire dal funzionalismo di Malinowski, che distingueva i bisogni bio-psicologici fondamentali (basic needs) – quali il nutrimento, la riproduzione, il riposo, lo sviluppo – dai bisogni strumentali all'acquisizione dei primi, il dibattito sociologico sembra ruotare intorno a una dicotomia di fondo, che divide bisogni primari e bisogni secondari, bisogni essenziali e bisogni non essenziali. Questa contrapposizione non è però ritenuta corretta da diversi studiosi, che muovono le seguenti obiezioni: l'opposizione non ha ragione d'essere perché tutti i bisogni si formano nello stesso modo, cioè attraverso le condizioni culturali introiettate dal soggetto: per scelte culturali, ideologiche o d'altro tipo, un soggetto può non ritenere fondamentale, per esempio, il bisogno di nutrimento; non è possibile trovare indicatori empirici, men che meno il comportamento del soggetto, che segnalino se un bisogno è reale o fittizio; c'è il rischio che il discernimento fra bisogni primari e bisogni secondari diventi appannaggio di una sola minoranza sociale: l'intellettuale, il critico, il politico, o anche il partito o l'avanguardia guida ecc. Secondo una concezione culturologica dei bisogni, la formazione e la soddisfazione dei bisogni è in stretto rapporto con la divisione del lavoro, di cui finiscono per essere il prodotto, e la conseguente stratificazione sociale. In questa prospettiva, i bisogni alimentano il conflitto sociale, in un rapporto dialettico molto evidente nelle società industriali avanzate.

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