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borato

sm. [sec. XVIII; da boro]. Termine generico per indicare i sali (poliborati) derivati dall'acido borico (boro). § In natura i borati costituiscono un gruppo di minerali che, in base a studi di strutturistica e con una terminologia analoga a quella adottata per i silicati, vengono classificati in nesoborati, soroborati, inoborati, filloborati e tectoborati. Nei nesoborati il boro coordina tre atomi di ossigeno formando complessi planari BO₃ (per esempio, kotoite, nordenskiöldite, pinachiolite, ludwigite, vonsenite, nocerite, fluoborite, sinhalite, bandylite). Nei borati complessi planari B(O,OH)₃ e tetraedrici B(O,OH)4 sono congiunti tra loro da diversi cationi (vi appartengono per esempio ascharite, sussexite, kurnakovite, inderite, meyerhofferite, inyoite, tincalconite, borace, ulexite, larderellite, ammonioborite, caliborite, pinnoite). Negli inoborati si hanno catene costituite da complessi planari B(O,OH)₃ e tetraedrici B(O,OH)4 (per esempio, veatchite, colemanite, idroboracite, kernite). Nei filloborati i complessi B(O,OH)₃ e B(O,OH)4 sono disposti a strati (per esempio, hilgardite, tunellite). Nei tectoborati, infine, si hanno complessi BO₃ e BO4 congiunti fra loro da cationi in modo da realizzare edifici cristallini tridimensionali (hambergite, rodosite, boracite).