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bozzétto

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Lessico

sm. [sec. XVII; dim. di bozza (tipografia)].

1) Il disegno o l'abbozzo plastico che serve a definire gli elementi-base di un quadro o di una statua, che possono però venire modificati nell'esecuzione definitiva.

2) Componimento letterario di breve respiro e di intonazione realistica, in cui vengono ritratte figure e scene della vita quotidiana; bozzetto drammatico, atto unico del teatro verista italiano (per esempio In portineria e Cavalleria rusticana di G. Verga).

3) Progetto indicativo di uno stampato, di un annuncio, di un marchio, che serve a verificare la validità della progettazione grafica. È detto anche abbozzo, schizzo o, con termine inglese, layout.

Arte

Il bozzetto va distinto dallo schizzo, con il quale ha in comune la rapidità dell'annotazione, in quanto quest'ultimo non ha sempre funzione preparatoria. La conoscenza dei bozzetti ha permesso spesso alla critica di definire, nell'opera compiuta, la mano autografa del maestro, la presenza di aiuti, l'eventuale mancata realizzazione di un'unitarietà stilistica. Il bozzetto venne largamente impiegato dal sec. XVI al XIX, soprattutto per le pale di grandi dimensioni (Rubens) e per i cicli decorativi (P. da Cortona); è tuttora molto usato per le sculture, sia in marmo sia in bronzo. Rivalutato dal romanticismo come il momento in cui la creatività artistica dei grandi maestri del passato si rivela appieno nella sua libertà e immediatezza, venne successivamente studiato, per le sue qualità tecniche, da quei movimenti artistici (per esempio macchiaioli, impressionisti, espressionisti) che facevano dell'esecuzione immediata un elemento fondamentale della loro pittura.

Cinema

Il bozzetto cinematografico tiene conto delle specifiche esigenze del film, i cui valori espressivi non sono rapportabili a quelli di un palcoscenico fisso, o al massimo rotante su se stesso. Solo ai tempi di Méliès le scenografie “fatte a mano” erano le stesse che in un teatro o in un circo. Ma quando il cinema si sviluppò come arte autonoma e distinta, con sue leggi intrinseche, anche il bozzettista capì di dover lavorare alle dipendenze del regista, nel senso di considerare con lui gli altri aspetti prevalenti (inquadratura, illuminazione, montaggio), di adattarsi a una nuova impostazione spazio-temporale e di vedere ambienti e arredamenti quali materiali plastici per così dire parziali, settoriali, da proporre in dettaglio con l'uso sempre più frequente di schizzi, piantine, modellini.

Teatro

In teatro, quadro generalmente a colori, in scala e in prospettiva fisse, che rappresenta la scena come dovrebbe apparire allo spettatore situato idealmente sul fondo della platea. Rifinito in tutti i particolari o completato con notazioni che indicano l'idea generale dell'allestimento, esso costituisce il punto d'arrivo del lavoro dello scenografo in studio (in stretto contatto col regista) e il punto di partenza di quello dello scenotecnico sul palcoscenico. Divenuto pratica comune col neoclassicismo settecentesco, è sovente sostituito da modellini.