Questo sito contribuisce alla audience di

brève (aggettivo)

(ant. briève), agg. [sec. XIII; latino brĕvis].

1) Limitato nel tempo, di poca durata: la vita è breve; un breve viaggio; un racconto breve; la cerimonia fu breve; in breve, in poco tempo; fra breve, fra poco tempo. Per estensione, conciso, stringato, di poche parole: scrivere periodi brevi; modi di dire brevi ed efficaci;brevi cenni introduttivi, cenni sommari; esser brevi, essere conciso, non dilungarsi; riassumere in breve, con poche parole; in breve, per farla breve, in poche parole, per concludere.

2) Limitato nello spazio, di poca estensione, corto: un breve discorso; un breve tratto di fiume.

3) Lett. come avv., concisamente, in poche parole: “a te rispondo briève” (Dante).

4) Di vocali, dittonghi o sillabe che, per la loro minore durata, si oppongono alle rispettive vocali, dittonghi o sillabe lunghe. La brevità di un suono viene graficamente indicata col segno ◡. Si può provare sperimentalmente che la quantità di una vocale è anche in rapporto alla sua apertura; cioè una í ha una minore durata di una ĕ che a sua volta ha una minore durata di una ă. Nelle antiche lingue indeuropee l'opposizione tra vocale breve e lunga ha una precisa funzione semantica: così in latino il presente vĕnit (viene) si distingue nettamente dal perfetto vēnit (venne) per la diversa quantità della vocale radicale.

5) Per ellissi, con valore di sf.: A) Nel linguaggio giornalistico, notizia di poche righe e di scarsa importanza, pubblicata solitamente senza titolo e perciò con le prime parole composte in neretto per darle evidenza. Nell'impaginazione è tenuta divisa dall'articolo che la precede mediante una sottile riga tipografica, detta baffo.B) In musica, valore di nota secondo la terminologia anticamente in uso: la breve vale la metà di una longa e il doppio di una semibreve. Con il progressivo scivolamento del tactus verso valori più piccoli, la breve, così chiamata perché nel primo periodo della notazione mensurale rappresentava effettivamente il minor valore in uso (rispetto alla maxima e alla longa), è caduta in disuso: la figura di maggior valore utilizzata è infatti la semibreve, corrispondente all'intero. Si scrive |o|.

Media


Non sono presenti media correlati

Collegamenti