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braca

(ant. e dial. braga), sf. (di solito usato al pl.) [sec. XIII; latino braca, di origine celtica].

1) Indumento maschile affine ai calzoni, di probabile origine orientale (anassiridi), che venne adottato nell'antichità anche da popolazioni europee, Germani e Galli soprattutto. I Romani usarono le brache nelle campagne di guerra nel Nord, per difendersi dai rigori del freddo. Bizantini e Franchi le portarono nascoste sotto la tunica. Le brache erano trattenute in vita da una cintura e generalmente aperte davanti. Le stoffe, le lunghezze e le forme erano variabili a seconda delle epoche e dei popoli. Diventate sempre più aderenti, diedero luogo alla calzabraca (calzebrache) (sec. XII) e nei secoli seguenti ebbero le fogge più varie e fantasiose. Oggi, comunemente, calzoni, pantaloni, mutande: “gli uomini correvano vociando con le brache in mano” (Verga). Fig.: portare le brache, spadroneggiare, comandare; calare le brache, cedere, sottomettersi in modo vergognoso; gli cascano le brache, si scoraggia, si perde d'animo facilmente; avere le brache al ginocchio, essere giù di morale.

2) Pezza di tela che un tempo si metteva come assorbente tra le cosce dei bambini piccoli.

3) Allacciatura di cuoio intorno alle gambe e alla vita, con cui si legano gli operai che lavorano nel vuoto.

4) Cordicella o striscia di tela, assicurata al corpo di uccelli da richiamo, per impedirne la fuga pur lasciando libere ali e zampe.

5) Sistema, detto anche braga, per assicurare un oggetto in modo da poterlo sollevare. Può essere costituito da uno o più cavi, una o più catene, oppure da due penzoli di catena muniti di maniglioni ai quali sono fissate robuste fasce di tela; vengono avvolti intorno all'oggetto e collegati superiormente al gancio del mezzo di sollevamento (per esempio la braca di una cassa, di un natante, ecc.).

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