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bratteato

agg. e sm. [dal latino bratteātus, ornato di sfoglie dorate].

1) Nome dato ad alcune monete tedesche d'argento, battute su un tondello molto sottile, che recavano lo stesso tipo su entrambe le facce, su una a rilievo e sul l'altra a incavo. La coniazione delle monete bratteate inizia nei primi decenni del sec. XII: le più antiche sono quelle del vescovo Adalberto II di Magonza (1138-41), dell'abate Enrico I di Hersfeld (1127-55), della badessa Beatrice di Quedlimburg (1138-60), dell'arcivescovo Corrado di Magdeburgo. La coniazione continua nella seconda metà del sec. XII, soprattutto sotto Federico Barbarossa, e anche nei sec. XIII e XIV. I tipi sono molto vari e di notevole valore artistico; frequenti le figure frontali, gli animali e gli elementi architettonici. Monete bratteate sono state coniate anche fuori della Germania, in Danimarca, Norvegia, Polonia, Ungheria.

2) In botanica, munito di brattee.

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