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brucellòsi

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Definizione

sf. [sec. XX; dal genere Brucella+-osi]. Malattia infettiva propria dell'uomo e di alcune specie animali, provocata da Batteri del genere Brucella.

Medicina

Nell'uomo è dovuta a Brucella melitensis, che si introduce per ingestione di latte e di latticini provenienti da bestiame infetto e ha focolai endemici nel bacino del Mediterraneo, e a Brucella abortus, che può venire trasmessa dai bovini all'uomo per diretto contatto con secrezioni ed escrezioni di animali infetti. Tale brucellosi è detta anche febbre ondulante, febbre di Malta, melitense. La brucellosi esordisce dopo un'incubazione di circa tre settimane. Caratteristico è l'andamento della febbre (cosiddetta ondulante) che si presenta fluttuante e a ondate che regrediscono per poi ricomparire dopo intervalli anche lunghi (mesi o anni). A lungo andare l'organismo si indebolisce, si ha perdita di peso e si hanno anche sintomi di depressione psichica. A questo quadro si dà il nome di brucellosi cronica. La terapia è a base di antibiotici (tetracicline) di cui sono necessari cicli ripetuti nelle forme recidivanti e croniche.

Veterinaria

La brucellosi dei bovini, detta anche aborto epizootico o malattia di Bang, è dovuta a Brucella abortus: colpisce essenzialmente le femmine in cui provoca aborto in quanto i batteri si dislocano soprattutto nel liquido e negli invogli fetali; mentre nelle femmine gravide si instaura un processo infiammatorio dell'utero e della placenta, nei maschi colpisce gli organi riproduttori. La brucellosi dei caprini e degli ovini, o melitococcia, è causata dalla Brucella melitensis ed è diffusa soprattutto nell'Italia meridionale e nelle isole; decorre in forma inapparente; le capre, in particolare, pur presentando raramente l'aborto, sono tuttavia portatrici, con il latte, dei batteri e quindi agenti della brucellosi nell'uomo. Nei suini la brucellosi è meno frequente ed è provocata generalmente dalla Brucella suis che si localizza nei linfonodi regionali, poi per via ematica si diffonde producendo batteriemia. La Brucellosi suis è stata isolata anche dalla lepre e dalle renne. I cani si infettano raramente, e in genere la sintomatologia è molto vaga; a volte si osserva la febbre ondulante; le femmine possono abortire mentre i maschi presentano una orchite con tumefazione dei testicoli. Le pecore sono poco sensibili all'infezione da Brucellosi ovis, mentre l'ariete è colpito all'epididimo nel quale si forma uno spermatocele che si apre e a cui segue la formazione di un granuloma e atrofia del testicolo. Vari tentativi per infettare il gatto non hanno dato risultati. Altre specie animali che possono essere colpite, per quanto in maniera meno grave e conclamata, sono gli equini e i polli. In tutti i casi si rende necessario l'abbattimento dei capi infetti e la disinfezione periodica delle stalle e dei ricoveri del bestiame. Per la profilassi della brucellosi sono stati usati vari tipi di vaccini, il più diffuso dei quali è quello ricavato dalla Brucella abortus ceppo 19 che è un ceppo liscio. Questo vaccino, usato solo per le femmine, viene inoculato per via sottocutanea e garantisce una immunità per 4-5 parti.

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