burgenses

sm. pl. latino medievale (dal latino burgus, centro fortificato). Il termine compare per la prima volta nel 1066, in un diploma della città di Huy (presso Liegi), per designare i cittadini non nobili ma liberi da vincoli feudali, aventi beni propri e usufruenti dei diritti di cittadinanza. I burgenses portavano le armi, erano giudicati solo dal tribunale della loro città, erano esenti da imposte ecclesiastiche, avevano tutti i privilegi derivanti dalle franchigie ottenute dalla loro città. La classe dei burgenses (molto simile a quella dei nobili minori) sorse nei sec. XI-XII con la rinascita politico-amministrativa della città; a formarla furono funzionari, servi, artigiani e mercanti liberatisi dai legami feudali, cui si aggiunsero piccoli proprietari e coloni provenienti dalla campagna, che a poco a poco costituirono la classe dominante nel Comune. In Francia, per esempio, un solo anno di residenza in città era sufficiente per ottenere la condizione di burgensis. Il termine, molto usato in Francia (bourgeois) e in Germania (Bürger), andò scomparendo a partire dal sec. XV.

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