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càbala

(meno comune càbbala), sf. [sec. XVI; dall'ebraico qabbālāh, dottrina ricevuta, tradizione].

1) Dottrina esoterica degli Ebrei riguardante Dio e il mondo. § La cabala si diceva originata da una rivelazione e trasmessa da una catena ininterrotta di iniziati; causata da un profondo travaglio spirituale che agitò la società ebraica nei due secoli immediatamente precedenti alla venuta di Cristo, la dottrina è contaminata da influssi neopitagorici e ha una base panteistica: la nostra intima essenza singola come pure l'essenza del cosmo è la confluenza di un lungo, multiforme processo in cui Dio manifesta se stesso. Inaccessibile nella sua natura, Dio è però in qualche modo conoscibile attraverso la bellezza, la potenza, lo splendore, ecc., che rappresentano altrettante sue emanazioni. Preesistente alla nascita dell'uomo, la sua anima è formata da un elemento maschile e da un altro femminile, che subiscono una separazione innaturale e che ricercano la loro unità originaria, trasmigrando di corpo in corpo. Quando si saranno ricongiunti avrà fine il loro trasmigrare e sulla Terra si manifesterà di nuovo il Messia avviando un'era di felicità. Delle dottrine della cabala furono considerati depositari gli Ebrei spagnoli, i SefarditiNel 1492, con la loro espulsione dalla Spagna, si rafforzò la tendenza messianica espressa dalla cabala luriana. Formatesi completamente solo nel sec. XIV, le dottrine della cabala sono raccolte nel Libro della creazione del rabbino Akība e nel Libro dello splendore, ed esercitarono un grande influsso su Filone, Avicenna, Raimondo Lullo, Pico della Mirandola, Paracelso, Reuchlin, ecc.; tali dottrine decaddero nel sec. XVI, quando la magia le svuotò dei loro significati filosofici e religiosi.

2) Per estensione arte divinatoria, per cui attraverso l'esame e la varia combinazione di numeri e lettere si presumeva di antivedere il futuro; magia, stregoneria; cosa arcana; la cabala del lotto, che presume di indovinare i numeri che verranno estratti attraverso complessi calcoli aritmetici. Anche i libri che contengono le apposite formule.

3) Fig., imbroglio, raggiro: “Fece di tutto perché la cabala non si scoprisse” (Cuoco).