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càccia (aeronautica)

sm. inv. Abbreviazione di aeroplano da caccia o di cacciatorpediniere. Lo scopo principale dei caccia , aerei da combattimento di dimensioni contenute, equipaggiati con i motori più potenti che vi si possono installare, per ottenere la massima velocità e manovrabilità, è quello di assicurare la superiorità aerea, ovvero il controllo di un determinato spazio aereo, distruggendo qualsiasi tipo di velivolo nemico che vi si introduca. A tal fine i moderni caccia , oltre all'armamento, sono dotati di complessi apparati elettronici che hanno il compito di scoprire e identificare il nemico, rendere automatico l'attacco, disturbare o ingannare i radar e gli altri sensori dei nemici, disturbare il corrispondente apparato elettronico dell'aereo avversario e sviare i dispositivi delle testate autocercanti dei missili. Per ospitare queste apparecchiature, dimensioni, pesi e costi dei caccia sono andati aumentando, tanto da eguagliare e superare quelle dei più grandi bombardieri della II guerra mondiale. L'armamento dei caccia moderni consiste in un'arma fissa, generalmente un cannoncino a canne rotanti ad altissima cadenza di fuoco, e in una serie di armamenti di lancio e caduta, tipicamente missili e bombe, in grado di dirigersi autonomamente o di essere guidati verso l'obiettivo. Tutti i moderni caccia hanno il seggiolino del pilota a espulsione automatica a razzi, con paracadute e canotto pneumatico. I caccia sono stati i primi aerei usati per scopi militari; durante la I guerra mondiale sono stati impiegati caccia a doppia ala (biplani) armati inizialmente con armi di fortuna o adattate, quali mitragliatrici terrestri, fucili, pistole, o addirittura spingarde da caccia. I modelli più famosi sono stati il francese SPAD e soprattutto i tedeschi Fokker D VII. Con l'aumentare dell'importanza dell'arma aerea, crebbe la necessità di mantenere la superiorità aerea nelle zone di operazioni. Nella II guerra mondiale i caccia assunsero un ruolo determinante durante tutto il conflitto e particolarmente nella battaglia d'Inghilterra e nella guerra del Pacifico. In genere si trattava di piccoli aerei ad ala bassa, armati dapprima con mitragliatrici (da 2 fino a 12), poi con cannoncini di piccolo e medio calibro (da 20 fino a 37 mm) per aumentare la distanza d'ingaggio dei bersagli e tenersi al di fuori della portata delle armi difensive dei bombardieri. Infine, nell'ultima parte del conflitto, si affermò l'uso dei razzi per l'attacco a obiettivi di dimensioni rilevanti, quali i bombardieri (Messserschmitt Me 262). I caccia più famosi dei Paesi belligeranti sono stati: la serie inglese dei Supermarine Spitfire che col modello MKXXI ha raggiunto i 730 km/h, lo statunitense Mustang P51 H (velocità 785 km/h), i giapponesi Mitsubishi che con l'A6M5 8 Zero Sen hanno raggiunto i 550 km/h e i 590 km/h col Kawasaki Hien Ki 100, la serie tedesca dei Messerschmitt che con l'ME 262 A1a ha fornito il primo caccia a reazione operativo, e il più veloce (870 km/h) e più maneggevole dell'epoca. Infine tra i caccia italiani, va ricordata la serie che ha potuto beneficiare della motorizzazione tedesca Daimler Benz e quindi di prestazioni paragonabili a quelle degli altri Paesi impegnati nel conflitto: i Macchi , che in particolare con l'MC 205 (velocità 642 km/h) e i Reggiane, specie l'RE 2005 (velocità 678 km/h) e i Fiat G 55 (velocità 620 km/h) hanno validamente fronteggiato i caccia avversari. Dopo la II guerra mondiale, si è rapidamente generalizzato l'impiego di propulsori a reazione che consentono velocità molto elevate, fino ai 2,8 Mach (circa 3000 km/h) del sovietico MiG 25 e agli 1,38 Mach (ca. 1480 km/h) a livello del mare del francese Dassault-BréguetMirage F1, e quote di tangenza pratica da 16-18.000 m fino ai 27.000 del già citato MiG 25. Con il diminuire delle dimensioni dei bombardieri e la loro progressiva trasformazione in caccia bombardieri, destinati alla penetrazione a bassissima quota e ad alta velocità, è andato perdendo d'importanza il caccia intercettatore, basato sulla pura velocità e sulle prestazioni in quota. A partire dagli anni Ottanta sono state privilegiate le doti di maneggevolezza (F 16, F 15, Mig 29, F 18) e la bassa osservabilità al radar (velivoli stealth) che permette di avvicinarsi a distanza di lancio dei missili senza essere rilevati da nemico. La ricerca dell'invisibilità al radar (F 22 Raptor) richiede peraltro soluzioni aerodinamiche e costruttive caratteristiche, tra le quali l'adozione di apposite stive per il trasporto interno per missili e bombe. Tutti i moderni velivoli sono dotati di un'avionica molto avanzata che comprende radar di scoperta e di puntamento, calcolatori, apparecchiature per la navigazione in condizioni di visibilità scarse o nulle, e comunque permette al pilota di concentrarsi sulla missione, tralasciando gli aspetti legati alla mera condotta del velivolo. Tra le novità tecnologiche introdotte nei caccia da superiorità aerea del 2000: la crociera supersonica senza post-bruciatore, la spinta vettorabile tramite l'orientamento degli ugelli del motore, la fusione dei vari sensori (radar, ottici e infrarossi) per la presentazione della situazione tattica al pilota, i comandi impartiti dal pilota con la voce e la riconfigurazione automatica del sistema di controllo del velivolo (comandi di volo) per far fronte a eventuali danneggiamenti o distruzione delle superfici di controllo. I caccia vengono suddivisi in due categorie: caccia intercettore e caccia bombardiere. Il primo è specializzato per l'identificazione, l'attacco e la distruzione di un velivolo nemico; il suo armamento è costituito da cannoni di piccolo calibro (20-30 mm) ma ad alta celerità di tiro e da missili aria-aria a guida radar, laser o infrarossa. Il caccia bombardiere è invece destinato all'attacco al suolo, generalmente in missioni di appoggio ravvicinato alla fanteria o ai corazzati; il suo armamento, a seconda degli obiettivi previsti, può essere costituito, oltre che da cannoni e missili aria-aria per autodifesa, da missili aria-terra, razzi, bombe a caduta libera o frenata, bombe a grappolo e a guida laser. Sono tuttavia numerosi i caccia definiti multiruolo che, a seconda della configurazione, possono essere impiegati come intercettori e come bombardieri, e inoltre come ricognitori (come per esempio l'F 104 S Starfighter, realizzato dalla Lockheed, il McDonnell Douglas F 18A/B, C/D e in seguito E/F). In alcuni casi la necessità di assicurare efficacia in entrambi i ruoli ha portato all'adozione di soluzioni tecniche di particolare complessità, quali l'ala a geometria variabile (MRCA Tornado, Northrop Grumman F 14), ma in genere è possibile impiegare velivoli da caccia in funzioni di bombardamento, mentre hanno portato a un sostanziale fallimento nei ruoli da superiorità aerea le soluzioni ottimizzate per il bombardamento. I caccia di punta della tecnologia occidentale degli anni 2000, Eurofighter Typhoon e Boeing F 22 Raptor, sono i rappresentanti di una nuova tendenza, che vede il caccia bombardiere differenziare i ruoli per mezzo del diverso software del sistema d'arma. Caccia bombardieri per eccellenza sono poi tutti i velivoli a decollo verticale e similare (STOL, VTOL, STOVL) del tipo Harrier AV8 e AV8B, i britannici British Aerospace Sea Harrier, e il nuovo Joint Strike Fighter (JSF), ancora in fase di realizzazione all'inizio del 2001, destinati all'impiego in entrambi i ruoli, e che sostengono il confronto nei combattimenti aria-aria con i velivoli convenzionali (più veloci e meglio armati) grazie alla maneggevolezza conferita dall'uso in combattimento delle doti di sostentamento a punto fisso.